
Sei felice tu, cicala,
quando sopra gli alberi alti
bevi un poco di rugiada
e poi canti e pari un re:
perché è tutto quanto tuo
ciò che vedi alla campagna,
ciò che nutrono le selve,
e si sente che non rechi
nessun danno al contadino.
Onorata tra i mortali,
profetessa dell’estate,
dolce: ti amano le Muse,
ti ama Febo, che ti ha dato
la tua strada di canzoni:
la vecchiaia non ti rode,
saggia figlia della terra,
tu che ami gli inni e sei
senza doglie e senza voglie,
senza sangue e senza carne,
così simile agli Dèi.
Da Anacreontee, in Lirici greci dell’età arcaica, Milano, Fabbri Editori, 1999, p. 253.

Cicala!
Felice te,
che sopra il letto di terra
muori ubriaca di luce…
(Federico Garcia Lorca)
Bella, lieve e straordinariamente moderna!
E’ vero, ricorda la poesia di Federico Garcia Lorca.
[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=fjrz6nNhN0M]
L’ha ripubblicato su Paolo Ottaviani's Weblog.
Sei felice tu, cicala,
quando sopra gli alberi alti
bevi un poco di rugiada
e poi canti e pari un re
Il frinire delle cicale, incontenibile danza della Vita.
Enciclopedia dei giorni, un tocco sulla spalla a ricordare la bellezza del sole.