
Una poesia inedita di Pierluigi Cappello

Essere tanto vivi quanto ti appartiene vivere,
dai boschetti di un lago scuro
si sono levati in volo, adesso li vedi,
neri contro il cielo grigio, favoriti;
si sono slegati dalla bocca della terra umida
per appartenere all’aria, vengono da lì
e nessuno può imitarli. Neanche
un solo pensiero, neanche leggende cantate
a misura di fuoco si alzano e così si scaldano,
metti le mani in tasca, i milioni di anni
un poco alla volta evoluti.
E dopo passi e guardi i tuoi piedi
premere la terra nera
e il cielo è vuoto, nei secoli.
Tolmezzo, agosto 2017
Questo libro Un prato in pendio (BUR contemporanea, terza edizione dicembre 2018) comprende la produzione poetica di Pierluigi Cappello dal 1992 al 2017 con otto poesie e tre prose inedite, nonché il quaderno dei manoscritti. Illuminanti le tre prefazioni di Alessandro Fo, Gian Mario Villalta ed Eraldo Affinati. Molto accurata la bibliografia a cura di Anna De Simone.
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Pierluigi Cappello (Gemona del Friuli 1967, Cassacco, primo ottobre 2017) è stato uno dei maggiori poeti italiani. Ha ottenuto tutti i riconoscimenti più importanti come i premi Montale Europa (2004), Bagutta opera prima (2007) e Viareggio-Rèpaci (2010).
Per l’editore Crocetti ha pubblicato le raccolte Assetto di volo (2006) e Mandate a dire all’imperatore (2010). Nel 2012 ha ricevuto il premio Vittorio De Sica sotto l’Alto Patronato Della Presidenza della Repubblica e nel 2013 è stato insignito del Premio assegnato ogni anno dall’Accademia dei Lincei a personalità che si siano distinte nel mondo della cultura.
Ha collaborato con “Il Sole 24 Ore”. I suoi libri disponibili in BUR sono Azzurro elementare, Stato di quiete e le prose poetiche Il dio del mare, Ogni goccia balla il tango e Questa libertà, con cui ha vinto il Premio Terzani 2014.
