Non ho avuto il tempo di finire

Il post che avevo programmato alcuni mesi fa per la giornata di oggi era dedicato alla memoria di Selma Merbaum, giovane poeta ebrea, nata 100 anni fa, il 5.2.1924 e morta a 18 anni, vittima della Shoah. Non è rimasto molto di lei, una foto e cinquantotto poesie che ho tradotto nel 2009 in italiano con il titolo: Non ho avuto il tempo di finire.
Infatti, queste sono le ultime parole che Selma, all’indomani della deportazione, scrive nel suo album di poesie prima di consegnarlo a una amica.

Non ho avuto il tempo di finire.
Nella luce della violenza inaudita che si scatena contro la popolazione civile palestinese in questi mesi e che si sta intensificando di giorno in giorno, le parole di Selma si caricano di un significato che trascende il suo destino individuale.
Chiunque non abbia il tempo di finire di lavare i piatti, di dare da mangiare ai bambini, di cucinare la cena è fonte della nostra vergogna. Ieri gli ebrei, gli armeni, i tutsi, i bosniaci e tutte le etnie che sono state perseguitate e uccise sotto gli occhi di chi ha preferito far finta di niente per indifferenza o interesse.
Se pretendiamo di aver imparato qualcosa dalla storia, la commemorazione delle vittime della Shoah ci costringe di stare, a prescindere, dalla parte di tutte le vittime di pulizia etnica di tutti i tempi. Hanno bisogno di noi i morti e i vivi affinché loro non diventino i dimenticati di domani.
Chi non ha il tempo di finire ha il diritto dell’incondizionata solidarietà da parte di chi, invece, ce l’ha.
Tacere davanti ad un crimine contro l’umanità come viene commesso in questo momento da parte del governo Netanyahu equivale all’identificazione con la logica utilitaristica dei governanti che considerano l’essere umano nient’altro che una pedina nell’eterno gioco per soldi e potere.

Non ho avuto il tempo di finire, scrive Selma, riassumendo in poche parole scarne la tragedia di chi perde la vita in mezzo alla vita. Tutto ciò che succede ti riguarda, recita un verso del poeta tedesco Günter Eich. A noi che oggi, speriamo di poter finire quello che abbiamo iniziato, ci riguarda ogni pasto cotto a metà, ogni frase interrotta, ogni gatto che questa sera non mangerà e ogni poesia senza fine. Se non comprendiamo questo, siamo persi. O ci salviamo tutti, o non si salva nessuno.

Stefanie Golisch, 3.2.2024

Selma Meerbaum-Eisinger: Non ho avuto il tempo di finire. Poesie sopravvissute alla Shoa. A cura di Adelmina Albini e Stefanie Golisch, Milano, 2009. (Mimesis Edizioni)

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