Frammenti di Cinema # 97

 

di Pasquale Vitagliano

Pier Paolo Pasolini è stato un regista, per sua stessa definizione, aristocratico (dopo essere stato nazionalpopolare, almeno fino al Vangelo). Eppure, il suo Decameron (1971), prima opera della Trilogia della vita, aprì la strada a una serie di commedie sexy ispirate al stesso contesto boccaccesco. Sarebbe stato curioso conoscere il suo pensiero a proposito di questo effetto emulativo di massa, sicuramento non voluto. Si contano circa 31 film di questo tipo. Forse il più trash è stato Decameron proibitissimo – Boccaccio mio statte zitto, appena dell’anno successivo, diretto da Marino Girolami, sotto lo pseudonimo di Franco Martinelli.

I filoni aperti da ambientazioni, personaggi o storie di successo sono molti. Inseguendo i miei ricordi infantili, penso a Zorro che nasce nel 1919 come personaggio dei fumetti creato da Johnston McCulley. Il primo adattamento cinematografico è del 1920, Il segno di Zorro, diretto da Fred Niblo.  A renderlo celebre, però, è la serie televisiva della Disney nel 1957, versione che considero ancora oggi insuperabile. Sono seguiti circa 40 rip-off. Il più trash è sicuramente Zorro contro Maciste del 1963 di Umberto Lenzi. Veniamo così introdotti nel genere mitologico che esplose in Italia tra gli anni 50-60 accanto agli spaghetti western. Qui Ercole, con circa 45 film, batte nettamente Maciste, con una trentina di film. Compreso un Totò contro Maciste (1962) diretto da Fernando Cerchio, che a dire il vero non è affatto trash, anzi prende in giro il filone in peplum. Tarzan, con lo stesso numero di ripetizioni come Ercole, è tra i più longevi.  Il film più recente è The Legend of Tarzan (2016), diretto da David Yates, con Alexander Skarsgard.

Allo stesso livello stanno Robin Hood e i Tre moschettieri. Se comprendiamo, però, anche le parodie superiamo la cinquantina. Frankenstein arriva con le parodie alle 200 copie, secondo solo a Dracula, che può essere considerato il personaggio più riprodotto al cinema, con 200 film, che arrivano a circa 300 con le parodie. Se prendiamo in considerazione gli animali, in cima abbiamo Lessie (1954) e Rin-tin-tin (1920). Terzo è King Kong (1933). Ma il più trash è Godzilla con Godzilla vs. Megalon del 1973 diretto da Jun Fukuda. Il filone più ricco, infine, lo ha scovato George A. Romero con La notte dei morti viventi del 1968 e Zombi (Dawn of Dead) del 1978. Sono circa 1500 i film di zombi, che arrivano a circa 2000 con le parodie. Tra questi non sfigura Zombi Holocaust (1980) di Marino Girolami, regista sotto mentite spoglie del Decameron sexy (oltre che di un paio di Pierini con Alvaro Vitali). Così il cerchio si è chiuso.

 

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