Frammenti di Cinema # 98

 

di Pasquale Vitagliano

La rivista inglese Sight and Sound stila una classifica periodica dei migliori film. Individua il miglior film del secolo con valenza decennale. Nel 2012 primo in classifica è stato La donna che visse due volte (1959) di Alfred Hitchcock.  Dal 2022 il film del secolo è Jeanne Dielman, 23, quai du Commerce, 1080 Bruxelles (1975) di Chantal Akerman. In attesa del prossimo consacrato nel 2032, proviamo a fare lo stesso gioco nel piccolo spazio di questa rubrica. Ma cambiamo un po’. Provo ad indicare per ciascuno decennio a partire dal secolo scorso il miglior film. Il criterio non è chiaramente oggettivo e universale, ma personale e provvisorio. Cominciamo con il capolavoro di David Wark Griffith, Intolerance, film muto del 1916.  Muti sono anche Metropolis (1927) di Fritz Lang e Tempi Moderni di Charlie Chaplin del 1936. In un decennio il salto è impressionante. Nel 1945 Roma città aperta di Roberto Rossellini segna la nascita del neo-realismo e diventa un cult per il cinema moderno mondiale. I grandi registi americani degli anni ’70 dichiarano tutti di essersi ispirati al film italiano.

Nel 1958 con La gatta sul tetto che scotta di Richard Brooks inizia una nuova epoca. Prima della rivoluzione nel linguaggio cinematografico, è la società che sta cambiano profondamente. Gli attori incarnano questi mutamenti anche fuori dei loro ruoli, Elizabeth Taylor e Paul Newman sono esemplari. Poi, arriva la nouvelle vague e il cinema non sarà più lo stesso. E’ difficile scegliere ma non è un caso che nel 2026 esce il film Nouvelle Vague di Richard Linklater che celebra Jean-Luc Godard e il suo capolavoro Fino allultimo respiro (À bout de souffle) del 1960. Gli anni ’70 vedranno il successo dei film di forte critica storica e sociale. Ancora una volta, la scelta è difficile, ma Il cacciatore del 1978 di Michael Cimino può essere considerato il più rappresentativo di questo periodo. Gli anni ’80 sono, invece, quelli del riflusso. Fuori dal cinema di intrattenimento, sono gli autori a presidiare la qualità, ma con uno sguardo più estetico e più intimo. Nostalghia (1983) di Andrej Tarkovskij segna questo cambiamento. Allo stesso tempo è la rivincita di altri mondi su Hollywood, che così perde la sua centralità. Arrivano al successo mondiale altre cinematografie. Gli anni novanta dello scorso secolo vedono la consacrazione del cinese Zhang Yìmou con Lanterne rosse (1991). Il cinema americano accetta la sfida ma per rinnovarsi deve deragliare o fare un de-tour. Arriva con il nuovo secolo Muhllohlland drive di David Lynch quasi universalmente considerato il miglior film degli anni 2000. Nel 2019 il sud-coreano Boon Joon-ho con Parasite conferma che l’Occidente è in crisi di idee. E che per trovare idee nuove bisogna andare altrove. E non solo nel cinema.

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