di Stefanie Golisch
in memoriam Francesco Zaccaria (1930-2017)
Un uomo parte. A mani vuote, in mente un
romanzo da finire, ma non sa come. Ha
dimenticato il nome del suo cane d’infanzia
e non ricorda il viso di sua moglie da giovane.
Nella sua stanza suona sempre la stessa ora.
Il giorno è una domenica piovosa. Tante cose
si avrebbe potuto fare, ma è sempre troppo
presto. Le frasi rimaste pesano poco. Sono
stanco, ma non voglio dormire, ho sete, ma non
voglio bere. Ha sempre detestato le domeniche
e in particolare quelle piovose. Vorrebbe dire
la sua frase e chiudere in bellezza, ma quella
frase non c’è. Il suo romanzo finisce così. Con
il protagonista che si è appena alzato e che ora
si sta vestendo faticosamente

