S = k. log W
di Flavio Almerighi
Si è dissolta dignitosa,
da signora di una certa età.
Voce dolce, lontanissima,
ogni istante murato
al proprio chiodo, definito
nella propria identità.
Ogni solido esposto alla luce
corrisponde con un’ombra.
Averla cucita ai piedi comporta
lo sforzo di raggiungerla,
ma non parla,
non si fa toccare.
La cassa, unico arredo:
è illuminata, prosciuga liquidità,
secca le mani al benzinaio.
Lasciate seppelliscano
compagne e compagni
di un’ora, non è peccato, ma
degna sepoltura senza nome.
Voi, indocili strumenti,
siate arguti.
Abbiate memoria,
affondate ogni cosa,
non smettete di sognare.


Non smettete di sognare dopo che tutti i sogni siano già stati sognati.
La poesia di Flavio Almerighi è forte come la stessa realtà.
Pronta a sognare,
Stefanie
grazie