
Il cinema si è spesso occupato di controllo sociale. Esso stesso, come mezzo di comunicazione di massa, è stato – oggi molto meno, sostituito da strumenti più invasivi – un’arma di manipolazione collettiva. Un film molto intenso su questo tema è Le vite degli altri di Florian Henckel. Racconta le vicende di un gruppo di intellettuali dissidenti nella Germania dell’Est, quotidianamente spiati da un agente della Stasi, la polizia politica. Dopo la caduta del Muro di Berlino e la fine del Comunismo in Europa, il protagonista dedicherà il suo libro alla spia che anonimamente aveva deciso di salvarlo.

Al polo opposto del sistema di controllo dei regimi totalitari, raccontato ne Le vite degli altri, vi è The circle di James Ponsoldt, con Tom Hanks nel ruolo del guru di questa rete informatica chiamata Circle, fondata sul principio: “sapere è bene, ma sapere tutto è meglio”. Non è un grande film ma è esemplare di quello che sta accadendo con i social e il web. Mentre il controllo autoritario è esogeno e coatto, quello democratico – quello che per esempio subiamo con facebook – è endogeno e auto-imposto. Molto più inquietante e pericoloso del primo.

Tra questi due estremi c’è l’ inferno dorato di una sistema sociale interamente ingabbiato e impermeabile, tanto verso l’esterno, attraverso la tecnologia, quanto nelle relazioni interpersonali per mezzo della manipolazione dei social. Di questa distopia reale racconta un film del 1998, Nemico pubblico di Tony Scott, con Will Smith e Gene Hackman. Quando uscì nelle sale suscitò stupore e inquietudine per l’ipotesi che prefigurava. Ed invece oggi risulta già obsoleto, superato dalla realtà. Come ci ha rivelato la vicenda reale, narrata dal film di Oliver Stone, di (Edward) Snowden, il genio informatico che scopre dall’interno il possesso da parte della Cia di un motore di ricerca capace di monitorare l’attività informatica di ciascuno di noi. Altro che fantascienza o distopia. A confronto, come si è detto, i sistemi totalitari che abbiamo conosciuto nel Novecento appaiono meno pericolosi (ed infatti sono crollati). In un “regime” potrà sempre esserci – come l’agente Gerd Wiesler – una “persona buona” pronta a salvarci. Nelle nostre democrazie, invece, a consegnarci al carnefice di turno siamo stati noi stessi.



grazie Pasquale, ottima denuncia, che mi piacerebbe fosse anche più generalizzata e compresa. Oggi ero sulla metro 2 a Milano: tutte le persone, giovani o meno, sedute davanti a me schiacciavano freneticamente i tasti della loro infernale macchinetta piatta e rettangolare. A me sembra una degenerazione disperante.
Grazie a te. Perché non proviamo qualcosa insieme con LPELS per denunciare, come dici tu, questo auto-inflitto sistema di controllo?