Lirico terapia. Derek Walcott, Arcipelaghi

Arcipelaghi

Alla fine di questa frase, comincerà la pioggia. 

All’orlo della pioggia, una vela.

Lenta la vela perderà di vista le isole; 

in una foschia se ne andrà la fede nei porti 

di un’intera razza. 


La guerra dei dieci anni è finita,

La chioma di Elena, una nuvola grigia.

Troia, un bianco accumulo di cenere 

vicino al gocciolar del mare. 

Il gocciolio si tende come le corde di un’arpa. 

Un uomo con occhi annuvolati raccoglie la pioggia 

e pizzica il primo verso dell’Odissea. 

Certe poesie bisogna lasciarle scorrere così come sono: posseggono una bellezza intrinseca, che affascina senza troppi distinguo. Detto questo, i versi di Derek Walcott – premio Nobel per la letteratura, definito l’Omero dei Caraibi – hanno una ricchezza di contenuti sorprendente. I temi di natura e cultura, autenticità e alienazione, accoglienza e violenza, possono essere colti anche in questo brano che scorre veloce come la pioggia o la corrente del mare.

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