Continua a leggere. 29


Ora che c’è il sole si ragiona, è tutta un’altra cosa: se uno immagina Dio che sta creando, non può che supporre uno scenario come questo, un silenzio interrotto solo dal canto degli uccelli e dal vento che arriva fin qui da chissà dove. Ne parlava quella sera Gesù, con Nicodemo, come se tutti dovessimo sapere dello Spirito, mentre ricordo quel passo degli Atti dove dicono
  non abbiamo mai neanche sentito dire che esiste uno Spirito Santo. È vero, non lo conosciamo, dovremmo viverlo, semplicemente, in quanto parte del pacchetto iniziale, del progetto, parola perduta, quando parli di persone, perché oggi le persone non sono più un progetto, ma una discarica triste dove ognuno getta ciò che vuole. E se tornassimo a quel gesto, alle parole che in origine hanno detto tutto, chiamandoci per nome, anche te, lettrice, anche te, lettore, e in quella voce c’era la tua voce, quella che hai sempre sognato e mai ha raggiunto le tue labbra, come se ogni volta si smarrisse, sommersa da altre voci, forse per il vizio di dare più importanza a ciò che dicono gli altri, e invece ora, in questo squarcio di creazione, col sole che fa il giallo più giallo e il verde un po’ più verde, in cui si capisce molto meglio che quello è un pino e quella è una ginestra, in quest’alba della storia che appare per miracolo, per un momento o per sempre, senti la tua vera, unica voce, e ti chiedi che cosa abbia fatto fino adesso, ora che gli uccelli cantano e il vento passa e non sai da dove venga, ora che Gesù di nuovo chiede a Nicodemo come mai tu, maestro in Israele, non conosci queste cose, e invece ecco, io so, e parlo con la voce che finalmente è mia e forse tu, lettore, e anche tu, lettrice, sull’onda di questo nuovo inizio, senti, vedi, questa cosa che oggi come allora è molto buona, in un giorno di sole irripetibile, unico, prima che comincino le copie, prima che tutto rischi ancora di smarrirsi, di confondere le voci, non più tue, di chissà chi, da chissà dove, gli echi, le urla senza senso.

Un pensiero su “Continua a leggere. 29

  1. Ema

    “ È vero, non lo conosciamo, dovremmo viverlo, ”
    Solo chi ha conosciuto e vissuto lo Spirito riesce a scrivere pagine come questa e sa di cosa parla quando descrive un giallo più giallo, un verde più verde.
    Grazie

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