Diario: le parole

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di Davide Bregola

Le parole

Per capire le cose, e in generale quelle della vita, basta pensare alle parole che si pronunciano per comprenderne il significato, non alle loro definizioni, ma proprio all’unità “parola”. Se noi pensassimo le parole che diciamo avremmo una capacità di capire le cose molto più alta di quella concessa dalle definizioni di comodo. Pensare alle parole è una delle verità che ci aiuta a capire il mondo. Uno scrittore che pensa alle parole, un poeta, un artista, se ci pensa realmente e fermanete, compie un’operazione di rispetto imprescindibile e senza la quale non può definirsi artista. Non mi riferisco tanto alle frasi, alla sintassi, o almeno non faccio riferimento solo a quello perché più in particolare penso alle parole. Una ad una. Una davanti all’altra, prese singolarmente. In questi giorni le parole che ho usato e delle quali ho prestato più attenzione sono: Inizio, Luce, Ombra, Vento, Emozione, Acqua, Cielo, Calore, Uomo, Fine.  Diventeranno  capitoli di una storia.

Parole

Oggi sarebbe giusto attendere. Gli eventi accadrebbero ugualmente -la luce del sole sui rami del liquidambar, il cielo azzurro, purissimo- e potremmo fare a meno di tradirli col linguaggio. Arte sarebbe aspettare, concentrarsi, finché questi eventi divenissero da sé linguaggio. I muri delle case nell’azzurro cilestrino tralucono e i vetri delle finestre riverberano il blu intenso, immateriale in questa corposità permeata dalla luce del giorno. Tutto potrebbe essere senza nome. Eppure vero. Una giornata senza parole.

4 pensieri su “Diario: le parole

  1. francescomarotta

    “Arte sarebbe aspettare, concentrarsi, finché questi eventi divenissero da sé linguaggio.”

    Splendido: un intero trattato di poetica in undici parole. Con un compendio ancora più bello e significativo:

    “Tutto potrebbe essere senza nome. Eppure vero. Una giornata senza parole.”

    Che mi ricorda una delle “sintesi fulminanti” dei “Chiari del bosco” di María Zambrano:

    “Tutto è rivelazione. Tutto lo sarebbe se fosse accolto allo stato nascente.”

    Un diario di parole che “pesano”.

    fm

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  2. fernirosso

    creazione avviene ad ogni istante, ogni volta che apriamo gli occhi e,alla velocità della luce, nell’ombra più profonda di noi stessi, cogliamo il segno della sua grafia.Seminagioni di immagini, al margine del tempo quotidiano, anch’esso vivo per la stessa luce antichissima, giunta dai primordi della vita, abitano il nostro mondo, quello che, troppo veloce-mente, li-qui-diamo dicendo che è ora. Ci sono universi dentro quei gusci che la par-ola,raccoglie nella sua on-da per de-finire un attimo, una parti-cella di quell’immenso.
    Grazie,fernanda

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  3. MarioB.

    Davide è come una punta fine,
    una sorta di antico uomo che usa il cesello,
    o il bulino,
    uno strumento che incide linee fini e dure,
    precise,
    e nel suo scavare o intagliare parole,
    mi pare che tiri fuori il meglio,
    o quello che c’è sotto,
    cioè tenda all’essenza

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  4. filo

    Seguo da un anno con passione questo prestigioso blog senza aver mai commentato e senza riuscire a comprendere tanti post, come per esempio le poesie di Marina Pizzi.Mi ci applico, ma proprio non la capisco, forse troppo intellettuale e distante per me che sono una semplice insegnante elementare che ama Montale. Di certo non sono ancora pronta per la poesia asemantica e nemmeno per la prosa del signor Fernirosso.
    Questo post invece mi è piaciuto moltissimo perchè anch’io rifletto spesso sulle parole che dico, sforzandomi di trovare quelle che meglio interpretano il mio pensiero. Non è facile e anche adesso sto facendo fatica, forse l’abitudine a parlare o a scrivere affina questa capacità mentre io taccio molto e scrivo poco. Sono rimasta colpita dal post sulle Parole perchè proprio ieri leggevo la poesia di Antonia Pozzi “Riflessi” e la coincidenza mi è parsa significativa, quasi un segno di incoraggiamento che mi invitasse, benchè intimidita, a lanciarmi in un commento.Sono d’accordo con la Pozzi quando dice
    “Parole- vetri
    che infedelmente
    rispecchiate il mio cielo- ”
    e capisco cosa significa “una giornata senza parole” quando vado a trovare mia madre che, a causa dell’Alzheimer, non è più in grado di dire una sola parola sensata tra le pochissime che dice.
    Chiedo scusa per essermi dilungata. Grazie e Buon Anno.

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