Buchenwald

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di Giulia Colavolpe Severi

Fra i suoni che mi ricordano l’infanzia c’è anche quello della parola Buchenwald. La leggevo tutte le mattine su una targa di marmo, prima di entrare in classe. Ho frequentato le elementari in una scuola che portava il nome di Mafalda di Savoia, principessa d’Assia: era crepata proprio lì, a Buchenwald. Quando entrai in quell’istituto, il fatto che fosse intitolato a una principessa mi apparve subito come qualcosa di cui vantarmi. Per un sistema di vasi comunicanti, per una specie di magia simpatica, ciò conferiva anche a me un che di regale, in fondo. Una spanna sopra le amiche di famiglia, che andavano in scuole intitolate a eroi del Risorgimento o a sante bambine o a pedagoghe malvestite. Una principessa era qualità superiore. Immaginavo questa Mafalda con tiara e strascico, l’acconciatura ricercata, i guanti al gomito. Sotto le luci gialline dell’androne, una targa la ricordava, e la parola Buchenwald se ne stava lì in mezzo alle altre, nell’ultima riga. Mi sembrava, passando e leggendola distrattamente, che avesse un bel suono bianco e rotondo e solenne; mi ricordava un’altra parola ancora, bucaneve, biscotti dolciastri di glassa prima che fiori. La prima elementare era cominciata da pochi giorni, io sedevo a cena con i miei genitori e forse parlavo proprio di questo, della mia nuova scuola con un nome così fiabesco, così altolocato, Principessa Mafalda. Mia madre rivolta a mio padre commenta piano: Poveretta quella, che finaccia che ha fatto… in campo di concentramento, vero?. Mio padre (lui sa tutto) le risponde di sì -forse annuisce soltanto- e precisa: Buchenwald. Io inaspettata prendo la parola e domando, a voce alta: cosa vuol dire che è morta a Buchenwald?. I miei genitori colti alla sprovvista si scambiano una lunghissima occhiata d’imbarazzo, non sanno cosa rispondere a una bambina, sei anni appena. Restano in silenzio per alcuni secondi, indecisi. Poi mio padre prende in mano un piatto e lo solleva parallelo al piano del tavolo. Lentamente dice: “Perché vedi, un campo di concentramento è fatto così, è come un disco, però sta in alto, molto in alto. Lei si è avvicinata troppo al bordo ed è caduta di sotto.”

[Immagine: Franz Krauspenhaar – Grau.]

3 pensieri su “Buchenwald

  1. lambertibocconi

    Bello; strano finale. Mi stona la parola “crepata”, alla quarta riga, perché spezza con la sua crudezza “bassa” l’entrata nello sguardo pulito della bambina. Un semplice “morta” forse ci starebbe meglio. Scusa l’approssimazione, spero che si capisca. Il tempo è poco, ho acceso un attimo e ora devo andare non dico a Buchenwald perché sarebbe falso e ingiusto, ma al campo di lavoro sì, prigioniera di pace come tutti i poveretti.

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  2. nadia agustoni

    “Poi mio padre prende in mano un piatto e lo solleva parallelo al piano del tavolo. Lentamente dice: “Perché vedi, un campo di concentramento è fatto così, è come un disco, però sta in alto, molto in alto. Lei si è avvicinata troppo al bordo ed è caduta di sotto.””

    Bello questo pezzo e il finale è misterioso, la risposta del padre ti lascia lì a pensare. Avrei detto ” un campo di concentramento sta in basso ecc.” invece queste parole toccano qualcosa di indecifrabile.

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  3. mauro

    i 7grani hanno realizzato a Buchenwald in Germania all’interno del campo di sterminio nazista, probabilmente per la prima volta, parte di un videoclip di una canzone “Neve diventeremo” ispirato dalla vicissitudini del partigiano Rado Zuccon di Medulin arrestato dalle SS e deportato a Buchenwal
    Il videoclip e’ sato possibile girarlo dopo aver avuto l’autorizzazione del Direttore del campo Rikola-Gunnar Luettgenau
    “http://www.youtube.com/watch?v=M7-8ZQN1S2c

    Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che tramite il suo segretario ha ringraziato la band con una lettera (vedi sul sito http://www.7grani.it)

    I 7grani sono stati protagonisti di 2 interventi musicali acustici all’interno di un reading presentato da Giacomo Poretti che si sono svolti lunedì 16 novembre alle 21 presso l’Auditorium San Fedele.di Milano e nel corso del quale e’ stato proiettato il videoclip “Neve diventeremo”

    Hanno partecipato
    come ospiti, alle manifestazioni per la Giornata della Memoria che si sono svolte il 27 gennaio a
    Sondrio presso l’Audiutorium Torelli alle ore 10 con gli alunni liceali della Piazzi-Perpenti

    e il giorno 28 Gennaio a Morbegno, presso l’Auditorium Sant’Antonio alle ore 10 per gli alunni delle varie scuole superiori, piu’ gli alunni di due scuole medie inferiori.Le manifestazioni sono state organizzate dalla Prof..ssa Fausta Messa dell’ Istituto sondriese per la storia della Resistenza e dell’età contemporan

    Il 25 Aprile del 2009 sono stati invitati a Sentieri Partigiani a Ca’ Malanca a presentare il progetto “Neve diventeremo”

    In questi giorni e’ uscito il second album “Di giorno e di notte”,che contiene il brano “neve diventeremo” di cui e’ stato realizzato il clip e che presto sara’ in distribuzione in Italia e all’Estero

    7grani e’ una rock band comasca nata nel 2003 dopo lunghi anni di varie esperienze musicali live in tutt’Italia e all’Estero. La band è composta dai tre fratelli Settegrani: Mauro alla chitarra, Fabrizio: voce, tastiere e chitarra e Flavio al basso (fanno parte della band anche il batterista Alessio Russo e il trombettista Raffaele Kohler)

    I brani del primo album intitolato “A spasso coi tempi” (prodotto da Ivan Ciccarelli e Max Faggioni) uscito nel 2006

    hanno scalato le classifiche di radio USA. Australia Europa ecc.ecc. e ne ha parlato MTV, RAI, il Corriere della Sera., L’Unità, XL.,Leggo, Jack.ecc. ecc. (Premiati al MEI per il successo all’estero)

    Il 22 Giugno e’ uscito un articolo su Le Monde , nelle pagine della Cultura

    RaiNews24 ha fatto un servizio il 27 Gennaio scorso

    Un ampio servizio sul videoclip “Neve diventeremo” e’ stato dedicato dal tg delle 20 su SAT2000 il I° Settembre

    inoltre:

    PREMIO VIDEOCLIP ITALIANO

    Concorso del PREMIO VIDEOCLIP INDIPENDENTE 2009
    11a Edizione – organizzato con Rockol e Università IULM Milano

    il videoclip:

    “NEVE DIVENTEREMO’” dell’artista “7 Grani”

    ha ottenuto la NOMINATION per l’assegnazione dei riconoscimenti del PREMIO VIDEOCLIP ITALIANO

    Il videoclip e’ ora in visione permanente nel United State Holocaust Museum Memorial di Washington DC e stanno preparando una versione sottotitolata richiesta da United Nations Headquarters New York

    Il progetto “Neve diventeremo” (proiezione documentario-proiezione videoclip-concerto acustico) si puo’ vedere sul sito http://www.7grani.it

    La band propone il progetto nelle scuole e collabora con Anpi, ARCI eCGIL e varie istituzioni pubbliche

    Cordiali saluti

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