Francesco Marotta, Da un’eternità passeggera, Novi Ligure, Joker Edizioni, “I libri dell’Arca“, 2024, pp.99, € 14,00
così risalgono parole
dove fa luce la pena
di sostanze in tacita
pelle d’ombra –
è luce
il non detto che lontana
in disperate finzioni,
allegorie di veglia,
fragili tracce
immiserite
sopra margini di fiamma,
in tutto simili
a un ritrarsi d’ala
davanti al picco
che domina
franate radure del linguaggio
*
nulla è dato
dove la pupilla
incontra solo il vuoto
e riveste la notte
di cammini silenziosi, di mappe
scolorite dalla pioggia: –
così la vita si arresta
tra le pietre sulla soglia,
ignora il nevaio che brilla
nella sete di una rosa,
la pausa tra le ore
da cui sporge
la lingua profonda dei morti,
lo stelo solitario
che cresce senza nascere
e fiorire,
e questo vento, ancora,
dove fruscia ignorata
una commossa estasi
di grano – il pane oscuro
che guida i passi
alla terra dell’esilio
*
partirsi per poco
dall’inesorabile obbligo
che tradisce il segno
in minuziosi spazi
di lacustro –
tornare al silenzio
del lume ininterrotto
che veglia la pagina
e geme nel viola
dei suoi accenti di deserto
trovare requie
in lettere mai evase,
in sussulti di risposte
disattese,
cercare altri numi,
indecifrabili
a ogni meraviglia di speranza
Qui una nota di lettura (f.s.)

