da “Qui da noi”, di Zena Roncada

Non più

Settembre di giorno è ancora l’estate, di sera e di notte non più.
La civetta lo dice, vicina alla casa.
Di notte l’odore di ciancia batte nei vetri.
E’ di zolfo dolciastro e di altro.
Della barbabietola ha solo il fresco di cetriolo maturo.
Racconta la fabbrica che c’era.
Coi suoi rumori (o clangori) secchi e ritmati, andava e andava: zampettio di cingoli e luci, e operai nascosti chissà dove
a sudare.

A sentire l’odore, viene voglia di cercare i vapori, o almeno le strie dei carri, per terra, o la gente ai cancelli a guardare ‘sto circo da poveri, che non costa niente.
La fabbrica è spenta, da tanto.
Tana di gatti, che la notte colano lungo i muri, senza rumore, come miele dal vaso.
L’odore viene da lontano, portato dal vento.

Perché anche i luoghi hanno fantasmi, a saperli annusare.

Ci son storie fatte d’odori che restano in gola come carta vetrata.


Vi invito a leggere l’intero e-book di Zena Roncada:
Qui da noi, ( Feaci Poesia )
Mi ringrazierete.

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