Per sempre

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Leggo su Repubblica che presto, in Italia, le convivenze supereranno i matrimoni: “Non è soltanto un fatto di costume: gli esperti spiegano che si tratta di una “strategia adattativa” in un mondo che non ama più i legami “eterni” – che richiedono lacrime e denaro per essere cancellati – e convive con precarietà, mobilità, incertezza sempre crescenti“. La notizia non mi sorprende, per le ragioni indicate dal giornale. Da tempo penso che l’espressione per sempre sia divenuta imbarazzante, antiquata. I rapporti si consumano rapidamente, nascono e muoiono come graziose farfalle o delicatissime rose, che, a detta di De André, vivono solo un giorno. Mi vengono in mente storie bruciate per un’incomprensione, un’incomunicabilità, un tradimento. Uomini e donne che hanno investito in sentimenti, progetti, e li hanno visti crollare sotto i colpi di una fuga o di un rifiuto. Depressioni e rivolte, rancori e vendette. Poi, sullo sfondo, prendono corpo le lotte sostenute per capirsi, ricostruire, perdonarsi. Ho davanti agli occhi i sorrisi ritrovati, quell’aria che sembra dire: incredibile, don, ce l’abbiamo fatta. Mi chiedo cosa ci separi, quali conti in sospeso aleggino sull’espressione passata di moda: per sempre. Affiora un’immagine: il Santo dei Santi del tempio d’Israele, impronunciabile,  inaccessibile – se non al sommo sacerdote una volta l’anno -, accuratamente nascosto da un velo. Si dice che alla morte di Gesù quel velo si squarciasse, l’intoccabile e l’invisibile si potessero vedere, toccare. Che la paura fosse vinta, il vuoto colmato. Ripenso alle due parole bandite, e mi sembrano anch’esse, per un attimo, meno impronunciabili, meno sorpassate.

15 pensieri su “Per sempre

  1. Antonio Fiori

    Caro Fabrizio, la percentuale di ‘salvataggi’ e ‘autosalvataggi’ temo sia enormemente inferiore alle situazioni che si deteriorano. Certo bisogna lavorare attorno alla gravità crisi, alla sua ‘percepita’ irrimediabilità; ma credo anche che una società che si sforzi di rivalutare il ‘per sempre’ possa anche accettare come il male minore, in un periodo storico di crisi profonda e generale, la crescita delle convivenze; d’altra parte il problema delle conseguenze sui figli della rottura dei vincoli non è molto diverso se si tratti di coppie ‘per sempre’ o di coppie ‘soft’.

    Un caro saluto
    Antonio

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  2. Emanuele Kraushaar

    Anche per sempre

    Mentre riflettevo sull’espressione togliersi una soddisfazione, capivo che averle detto quelle tre parole era stato come levarmi un enorme macigno dallo stomaco, liberarmi la gola da quel groppo che mi soffocava, oliarmi le vene di nuovi flussi vitali.
    “Addio per sempre” le avevo detto, mentre mi guardava come se fossi un matto.
    Sì, perché lei era bellissima e sicura di essere la donna che desideravo più di tutte e avrei voluto al mio fianco. Anche per sempre.
    E forse era così, ma questo prima di conoscere Irene.
    Irene, infatti, ha gli occhi che riflettono i miei, i suoi capelli prendono la forma della mia mano che li accarezza, le sue parole sono l’azione concreta del suo pensiero. E poi l’altra domenica, mentre passavamo di fronte ad una chiesa, ha detto: “Sei tu la persona in cui credo e non importa dove mi condurrà la mia fede”.

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  3. nadia agustoni

    C’è anche chi senza andare a sposarsi dice “per sempre” ed è per sempre.

    “Per sempre” è un impegno che si prende con consapevolezza.
    Testimoni a noi stessi.

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  4. paolarenzetti

    Sembra bello, anche per il nome: Irene. Ma un’immagine ideale così è destinata a sfaldarsi, a naufragare.
    Ci sono ancora uomini che con difficoltà accettano un rapporto alla pari. E’ questione di gradazioni (e può accadere anche per le donne), ma…al largo da certi amori tossici!

    “Per sempre”, ma nella consapevolezza e nel mutamento, sapendo che nessun giorno (o tratto di strada) è uguale a un altro.

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  5. fiore di maggio

    Amore è per sempre.
    Tutto quello che finisce, merita solo di chiamarsi in un altro modo.
    Amore significa senza morte.

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  6. Francesca

    Sposarsi senza convivere non lo fa più nessuno, eppure quando ci si ama tanto la cosa nn spaventa…anzi rende ancora più speciale la cosa.
    “L’uomo non separi ciò che Dio ha unito” è un qualcosa di più profondo che va aldilà delle cose materiali e che non deve nascondersi dietro false giustificazioni.

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  7. robertorossitesta

    Proprio l’affermarsi della consapevolezza della caducità e precarietà della nostra condizione
    rende necessario l’impegno in progetti “forti”.
    Nel caso del matrimonio va però detto che esso è basato sul continuativo concorso di “due” volontà…
    Un caro saluto,
    Roberto

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  8. Sandra

    Per sempre…è una frase priva di significato: niente è per sempre, mai. La nostra vita (per nostra fortuna) si trasforma continuamente e quello che è stato, che è non lo sarà più. Esiste solo l’hic et nunc. Ci culliamo nell’illusione di qualcosa di diverso ma è una pia illusione.”T’amerò per sempre” è una contraddizione in termini, considerata la caducità, la mutevolezza della nostra natura.Tutto è destinato inesorabilmente a deteriorarsi, a modificarsi ed è una verità che ci terrorizza a tal punto da credere in ciò che non può essere intrinsecamente. Sandra

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  9. Roberto Plevano

    Eppure io l’ho detto “t’amo e t’amerò per sempre”, e continuerò a dirlo finché respiro.

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  10. lucy

    assolutamente per sempre. anche oltre. un per sempre che è costantemente un daccapo, ogni giorno, che è reciproca scelta ogni giorno. e mi piace pensare che è un per sempre da sempre, da molto prima che è cominciato. senza questa fede, o illusione, mi verrebbe strappata la poesia di una scelta che comunque ha gli occhi ben aperti e i piedi ben saldi a terra.

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  11. Dubbi

    Quando due persone fanno una cosa sola che differenza c’è tra una convivenza e un matrimonio? Secondo me anche in una convivenza un uomo e una donna si mettono insieme secondo la legge di Dio perché Dio ha detto che l’uomo e la donna saranno una cosa sola. Però mi pare che gli apostoli abbiano chiesto a Gesù se conveniva o no sposarsi, e Lui sia stato un po’ vago (ha risposto? non so); poi, mi pare l’apostolo Paolo, ha detto di rimanere nella condizione in cui si era quando ci si è convertiti (corretto?). Io, per esempio, credo di essermi convertito, e in quel momento ero single. Dovrò restare single?

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  12. paolarenzetti

    Mio figlio sostiene fermamente di sì! Un rapper calabrese ha addirittura intitolato il suo disco:”E’ colpa delle donne”.
    A parte gli scherzi, sono le classiche cose in cui nessuno può insegnare niente. Bisogna passarci e dopo è troppo tardi per tornare indietro! 🙂
    La vita di coppia e di famiglia è un’avventura impegnativa: niente a che fare con la calma piatta e con i discorsi astratti. Allora quel “per sempre” può davvero significare qualcosa.

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