Leonard Cohen#2: Suzanne & De André

Cohen.jpgSuzanne (in Songs of Leonard Cohen, 1967)

Suzanne takes you down to her place near the river
You can hear the boats go by
You can spend the night beside her
And you know that she’s half crazy
But that’s why you want to be there
And she feeds you tea and oranges
That come all the way from China
And just when you mean to tell her
That you have no love to give her
Then she gets you on her wavelength
And she lets the river answer
That you’ve always been her lover

And you want to travel with her
And you want to travel blind
And you know that she will trust you
For you’ve touched her perfect body with your mind.

And Jesus was a sailor
When he walked upon the water
And he spent a long time watching
From his lonely wooden tower
And when he knew for certain
Only drowning men could see him
He said “All men will be sailors then
Until the sea shall free them”
But he himself was broken
Long before the sky would open
Forsaken, almost human
He sank beneath your wisdom like a stone
And you want to travel with him
And you want to travel blind
And you think maybe you’ll trust him
For he’s touched your perfect body with his mind.

images_1.jpegNow Suzanne takes your hand
And she leads you to the river
She is wearing rags and feathers
From Salvation Army counters
And the sun pours down like honey
On our lady of the harbour
And she shows you where to look
Among the garbage and the flowers
There are heroes in the seaweed
There are children in the morning
They are leaning out for love
And they will lean that way forever
While Suzanne holds the mirror
And you want to travel with her
And you want to travel blind
And you know that you can trust her
For she’s touched your perfect body with her mind.

images_fabrizio.jpegSuzanne (traduzione di Fabrizio De André, in Canzoni, 1974)

Nel suo posto in riva al fiume
Suzanne ti ha voluto accanto
e ora ascolti andar le barche
ora vuoi dormirle accanto
si lo sai che lei è pazza
ma per questo sei con lei
e ti offre il the e le arance
che ha portato dalla Cina

e proprio mentre stai per dirle
che non hai niente da offrirle
lei è già sulla tua onda

e fa il fiume ti risponda
che da sempre siete amanti.

E tu vuoi viaggiarle insieme
vuoi viaggiarle insieme ciecamente
perchè sai che le hai toccato il corpo
il suo corpo perfetto con la mente.

E Gesù fu marinaio
finchè camminò sull’acqua
e restò per molto tempo
a guardare solitario
dalla sua torre di legno
e poi quando fu sicuro
che soltanto agli annegati
fosse dato di vederlo
disse: Siate marinai finchè il mare vi libererà.

073ea394aec3c735c12c8e9c9698ac68.jpgE lui stesso fu spezzato
ma più umano abbandonato
nella nostra mente lui non naufragò.

E tu vuoi viaggiarle insieme
vuoi viaggiarle insieme ciecamente
forse avrai fiducia in lui
perchè ti ha toccato il corpo con la mente.

E Suzanne ti da la mano,
ti accompagna lungo il fiume,
porta addosso stracci e piume
presi in qualche dormitorio
il sole scende come miele
su di lei donna del porto
e ti indica i colori
tra la spazzatura e i fiori
scopri eroi tra le alghe marce
e bambini nel mattino
che si sporgono all’amore
e si sporgeranno sempre
e Suzanne regge lo specchio.

E tu vuoi viaggiarle insieme
vuoi viaggiarle insieme ciecamente
perchè sai che ti ha toccato il corpo
il suo corpo perfetto con la mente.

31 pensieri su “Leonard Cohen#2: Suzanne & De André

  1. Stefano

    Finalmente, Gaja, era qui che ti volevo, in cima! Sulle vette assolute della canzone d’autore! Ne converrai che da quassù il pastrano e il cappello da cow-boy di Sprigsteen… ehm.. come dire…?

    Rispondi
  2. Gaja

    Che non ci senta il nostro comune amico Matteo… 😉 (Cohen è inarrivabile, ma io amo molto anche Bruce Springsteen. Non so, trovo non si possano paragonare due artisti così diversi. Ciascuno dei due mi parla a suo modo. Certo, Cohen tocca corde più intime e più – come dire – profonde. Quantomeno a me.;-) ) Ti abbraccio.

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  3. Lucio Angelini

    Traduci questo pezzo da ‘Cruel Sister’ dei Pentangle, se ne sei capace:- )

    “Lay the bent to the bonnie broom”

    [There lived a lady by the North Sea shore
    (Lay the bent to the bonnie broom)
    Two daughters were the babes she bore
    (Fa la la la la la la la la la)
    eccetera

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  4. Stefano

    Pensa che a Matteo non ho mai detto di essere un Linuxiano integralista e tutto quello che penso su Gates e Jobs…
    Spero di non essere mai costretto a farlo… Mmm, credo che mentirò!

    ;-P

    Ritornando al topic:

    [Non so, trovo non si possano paragonare due artisti così diversi. Ciascuno dei due mi parla a suo modo.]

    Hai ragione, il problema è mio: è più forte di me, non ce la faccio ad essere politically correct.
    Sono schierato per natura!

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  5. Stefano

    Altra nota polemica 😛

    Nella turnè acustica di qualche anno fa, la prima fila, in teatro a Bologna, ti veniva via per la modica cifra di 97€, con scenate isteriche alla Keith Jarreth per il silenzio assoluto.

    97€ per un concerto rock lo trovo immorale.

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  6. Gaja

    @Lucio: maledizione! Son dovuta andare a documentarmi in giro. Pare che il ritornello abbia un doppio senso (sessuale e di “magia”: una sorta di filastrocca contro gli spiriti maligni). Il “broom” in questo senso è un cespuglio. Dove, forse, entrambe le sorelle hanno conosciuto in senso biblico il cavaliere che è stato la pietra dello scandalo. Ma alcune correnti di pensiero (Highland scozzesi) dicono si tratti di qualcosa che significhi: “spazzare con tanta violenza fino a piegare la scopa”. E capisci da te che ritorna il doppio senso… 🙂

    @Stefano: hai ragione. Il prezzo del biglietto è immorale. Però vorrei precisare una cosa: non è che non mi voglia schierare. È che a me Springsteen piace davvero. Quanto agli altri segreti informatici… speriamo che Matteo non legga! 😉

    @Carla: sapevo che avresti apprezzato! Un abbraccio.

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  7. giovanni monasteri

    Conobbi Cohen grazie a De André, come spesso accade per le traduzioni. Ma De André non era solo un traduttore, era un ladro geniale. Basti pensare a quanto ha preso da Georges Brassens.
    Peraltro penso che molta buona poesia non esisterebbe senza questo genere di furti.

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  8. Gaja

    Grazie, Giovanni: De André ha anche tradotto Brassens, in effetti. Sulla questione “ladro” sono d’accordo fino a un certo punto. Io sono una ferma sostenitrice del copyleft, perché credo che la conoscenza – le conoscenze – debbano circolare liberamente, debbano essere immediatamente fruibili da chiunque (non sarei in vibrisselibri, altrimenti). Così mi ricollego a quanto dice Marina: in fondo siamo tutti dei gran ladri…
    E comunque ho notato una cosa interessante, qualche anno fa. Stavo vedendo “Le onde del destino”, di Lars Von Trier (uno dei miei registi preferiti insieme a Sergio Leone e Stanley Kubrick, tanto per fare due nomi) – non propriamente una passeggiatina rilassante, sebbene sia stato un film che ho amato molto – quando a un tratto nella colonna sonora irrompe “Suzanne”. Ecco, ho riflettuto su come sia vero che certe “creatività”, certi giri di pensiero, certe sensibilità si somiglino e combacino. È proprio vero che “Great Minds Think Alike”. Mi è quasi parso di vedere chiudersi un cerchio…
    Scusate la divagazione, ma all’epoca l’emozione è stata tanta e volevo condividerla con voi.
    Ora mi taccio, ringraziando di nuovo Giovanni e Marina per l’intervento.

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  9. Molesini

    Imparare non è rubare, ma evidentemente il senso dell’apprendimento da un maestro o chi per lui va via via perdendosi.

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  10. Lucio Angelini

    @ Gaja. In realtà il mistero del verso gira da anni per i newsgroup musicali della rete. Ecco una delle tante risposte:

    “There is a form of work song where the evolving verse is interspersed with a repeated line or two, similar to this song. The interspersed lines may have little to do with
    the verses but more to do with the ***activity being performed while the song is sung***. As a traditional folk song, this one could well have come about while someone was sweeping out the house, thus a reference to the “bonnie broom”. A “bent” today
    (in noun form) is a predilection, but I doubt that was the meaning back when this song arose. Could be it means something more like to bend the bristles of the broom, i.e., to put
    it to work.”

    A parte ciò, “Cruel sister” è un assoluto capolavoro e vi fu un tempo in cui ne proposi a Milva la versione italiana. La Ricordi, purtroppo, si oppose.

    Rispondi
  11. Lucio Angelini

    P.S. Quanto a Leonard Cohen, assistetti a un suo concerto qui a Venezia al teatro Goldoni. Una ragazza salì sul palco e gli offrì una banana. Vediamo se indovini perché:- )

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  12. Gaja

    @Molesini: infatti. Sono d’accordo con te.

    @Lucio: me ne sono accorta. Il web è denso di spiegazioni al riguardo. Comunque è stato istruttivo farmi un giro per la rete. Sì, “Cruel Sister” è proprio un capolavoro. Quanto al regalo della ragazza a Cohen… ehm… credo di averne capito il motivo. E se penso che tu sei riuscito a vederlo dal vivo… Ah! Me tap(p)ina! 😉 Speriamo che torni in Italia prima o poi! Bàcioti.

    @Gian Ruggero: sono felice. Ti abbraccio e ti ringrazio.

    Rispondi
  13. Gaja

    Lucio, ma è *ovvio*! Si sa che quando ci si esibisce dal vivo, si perdono molti sali. E non c’è nulla di meglio di una banana – autentico concentrato di potassio! – per reintegrarli! Il gesto della ragazza è stato moooooolto generoso! 😉

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  14. Matteo Scandolin

    (in riferimento al commento #2 di Gajetta)
    Ahò, sarò grezzo, ma Bruce m’attizza molto, MOLTO di più di Leonard. Del quale comunque ho qualche album, sia chiaro. Ahò.
    Così come Guccini o Fossati m’attizzano molto di più di De André. Anzi, senza Guccini non inizierei neanche la giornata…
    MS

    Rispondi
  15. Gaja

    @Lucio: ora ho capito! 🙂 Ecco, ora sono passata per maliziosa, mannaggia! Ma la colpa è tua che mi hai fatto confondere con quell’allusione!

    @Mattex: e in qualcosa dovremo pur essere diversi, no, fratex? 😀

    Rispondi
  16. Lucio Angelini

    Gaja. Spieghiamo ai lettori di “La poesia e le spiritosaggini” che Leonard Cohen mangia apppunto una BANANA nella copertina del long-playng “I’m your man”.

    Rispondi
  17. Ghega

    E chi l’ha messa lì la banana? A ogni canzone una sedia in meno e, come per gli Haighlander, ne resterà solo uno (seduto). Io sciocca tu tremendo. :-/

    Ghega

    Rispondi
  18. giulio

    cruel sister:
    dovrebbe essere una delle tantissime versioni di un’antica ballata irlandese. ci sono anche altre versioni molto belle, come quella dei clannad o di tom waits.

    per quanto riguarda leonard cohen non ho parole adatte per parlarne.

    Rispondi
  19. Gaja

    @Giulio: nel senso che la bellezza delle sue canzoni ti toglie le parole, o nel senso che non lo conosci abbastanza? Grazie di essere intervenuto.

    Rispondi
  20. giulio

    leonard cohen mi piace tantissimo, e non riesco a parlarne senza avere l’impressione di non essere in grado di esprimere l’ammirazione che ho per lui.

    Rispondi

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