Laboratori di lettura e laboratori di scrittura
gratuiti e aperti a tutti
Casa delle Letterature, Piazza dell’Orologio 3, Roma
LABORATORI DI SCRITTURA ESPRESSIVA
Aperti a chiunque desideri esercitarsi nell’arte dello scrivere testi di narrativa.
L’obiettivo è di favorire lo sviluppo delle capacità espressive dei partecipanti attraverso l’approfondimento dei principali aspetti del processo creativo e degli elementi costitutivi della narrazione.
Ogni lunedì dalle 17.00 alle 19.00 a partire dal 15 ottobre
Responsabile: Stas’ Gawronski, autore e conduttore di CultBook
LABORATORI DI LETTURA
Esperienze di formazione alla lettura critica e condivisa, occasione per conoscere nuovi autori e momento di aperto e libero confronto circa le proprie impressioni, riflessioni di lettura o prospettive critiche.
I partecipanti sono invitati a portare una pagina di narrativa o poesia, preferibilmente in più copie, in modo che tutti lo abbiano a disposizione. Durante l’incontro ciascuno è chiamato a leggere e commentare il testo per non più di 5/6 minuti per poi lasciare spazio ai commenti degli altri.
Ogni mercoledì dalle 17.00 alle 19.00 a partire dal 24 ottobre
Responsabile: Saverio Simonelli, caporedattore dei programmi culturali di Sat2000
Casa delle Letterature
con la rivista Nuovi Argomenti e l’associazione BombaCarta
LABORATORIO DI LETTURA SUL
RACCONTO ITALIANO DEL NOVECENTO
Leggere il Novecento Italiano – letture da Racconti italiani del Novecento selezionati da Enzo Siciliano per i tre volumi Meridiani (Mondadori).
In occasione della apertura presso Casa delle Letterature del Fondo Enzo Siciliano e in collaborazione con la rivista “Nuovi Argomenti”, si vuole rendere omaggio a questo grande scrittore e critico letterario, ricordandolo attraverso uno dei suoi più importanti lavori da saggista e critico letterario.
E’ a partire dalla raccolta dei Racconti italiani del Novecento, da lui curata nei tre volumi della collana I Meridiani (Mondadori), che si organizzano i laboratori di lettura.
La selezione dei racconti verrà realizzata in collaborazione con autori italiani contemporanei che introdurranno il laboratorio con una sorta di “lezione”che illustrerà il testo scelto inserendolo anche criticamente nel panorama della letteratura italiana novecentesca.
Saranno gli autori stessi, a volte coadiuvati da attori, a leggere il racconto. Dopo la lettura un operatore, insieme allo scrittore/lettore, guiderà le riflessioni dei partecipanti al laboratorio.
Ogni venerdì dalle 18.00 alle 20.00 a partire dal 26 ottobre
L’ingresso è gratuito e aperto a tutti, è consigliata l’iscrizione:
[email protected] / 06-68136959

Bene, benvenuti alla lezione number zero. Avete regolarizzato la vostra posizione in amministrazione? Si? Bene, per chi non dovesse o potesse sostenere le spese del corso, siamo spiacenti ma il corso termina qui. Apposta la abbiamo chiamata lezione number zero. Nel senso che dopo questa non ce ne saranno altre. Il saldo dei novemilaseicentoventidue euro consente di poter accedere alla lesson number uan.
Mi accomodo, terrorizzato su un banco verso gli ultimi posti. La visuale è buona e l’audio anche. L’aula invece fa un po schifo. Chissà da quanto non la puliscono, c’è una mosca spiaccicata sul banco vicino al mio che sembra sia li dai giorni della liberazione. Trasparente, e il sangue ha un colore cacarella d’ubriaco, sul violaceo molto stinto.
Sono arrivato fin qui, dopo aver letto, e immediatamente dopo, telefonato, ad un numero riportato in calce ad un annuncio che non ho trovato per nulla subdolo. “Vuoi diventare un vero scrittore?” “Noi ti aiutiamo nel tuo sogno”. Seguiva un nutrito elenco di premi letterari che si erano aggiudicati molti degli alunni che avevano frequentato questo corso… così ho preso la palla al balzo e ho chiamato.
Le solite domande, le solite risposte… “perché lo fa?” “perché sì” ho risposto, non mi veniva altro.
In breve, sono qui e questa vecchia megera sta spiegando alla lavagna cos’è l’ESERGO.
Bene si comincia con uno straccio di metodo. Mi piace questa cosa. Apro il quaderno per prendere appunti. La lezione comincia.
La tipa esordisce con: “in principio era?…” e fa teatralmente silenzio come ad attendere una risposta.
Una volta un mio amico, professore, m’ha spiegato che questo è nient’altro che un bieco tentativo di rendere “interattiva” la lezione. Colloquiale, ecco. Serve per rompere il ghiaccio, in altri termini.
La tipa incalza, evidentemente non paga dell’inesistente risposta. Cosa troviamo quando apriamo un libro? Perché è importante l’esergo?
SILENZIO.
Alla fine si alza uno dalle prime fila, ha i capelli lunghi e una voce strana… “Io lo so”. Bene, come ti chiami figliuolo?
“Gualtiero Sermonini”
Bravo, e cosa è allora questa cosa?
La tipografia e la data di stampa, dice Gualtiero con l’enfasi dovuta a cotanta rivelazione.
Il volto della tipa tradisce tutta la delusione di questo mondo (ma anche dell’intera galassia, a pensarci bene).
Bene, stai seduto, adesso.
Allora? – la sua voce fende l’aria con un misto di terrore e lusinga.
Cosa c’è nella pagina che precede l’inizio di un libro?
Si alza una tipa sui trent’anni, coda di cavallo, gran bel culo…
La prefazione. Dice
Come ti chiami figliuola?
Anselma Antinotti.
Bene Anselma, stai seduta…
Continuiamo, se volete diventare scrittori dovete sapere cosa c’è appena aprite un libro…
Si alza un signore sui sessanta…
Cosa c’e’ Signor?…
Aloisio Braibanti, grazie.
Di nulla, Sig. Aloisio, ci dica…cosa c’e’?
C’è la dedica… di solito… A mia moglie, a mia madre, ai miei figli, a mia sorella, alla moglie del portiere…
Si sieda, non ci siamo.
Possibile che nessuno di voi sappia come si chiama?
E’ una cosa che dà un timbro, un’indicazione, vorrei dire un senso, apre una prospettiva, lascia intravedere un punto di vista. In genere è dissonante, altre consonante, altre volte a pois, ma statene certi, c’è quasi sempre ed è molto importante.
SILENZIO.
Poi, con un filo di voce… come quella di uno che stanno accompagnando nella stanzetta del patibolo…si chiama ESERGO, ignoranti!!!
L’esergo è importante, vi indica una direzione.
Se non c’è l’esergo uno si sente male, apre un libro e lo richiude subito in preda agli attacchi di panico… dice… chissà che ci trovo qua dentro, l’esergo è rassicurante, è una coperta di Linus, un faro nel buio della vostra, sconfinata, ignoranza, una mano tesa verso il lettore, colui che dovrebbe anche sborsare dei soldi per leggere le vostre stronzate, gli dobbiamo o no un po di rispetto, eh? E quell’ “Eh?” riecheggia nell’aula in modo molto sinistro.
Bene, la nostra scuola si contraddistingue per un forte ricorso alla pratica. Non solo teoria quindi ma esercizi, che sono il sale dell’apprendimento e la maniera più rapida per introiettare (ha detto proprio cosi e io ero senza zanichelli a portata di mano, e ho pensato ad una roba tipo pratica sessuale se non proprio proibita almeno fortemente sconsigliata, dalla morale vigente), le nozioni che apprendiamo.
Adesso scriverete 20 esergo a testa, capito? Avete venti minuti di tempo, e nessuno si muove se non ha finito.
Ho visto le menti migliori della mia generazione perdersi a caccia di esergo rabbiosi. In breve il terrore è calato sottobraccio al silenzio. Tutti zitti giù a spremersi quei quattro neuroni rimasti per tirar fuori sto cazzo di esergo, in venti, declinatissimi, modi.
I miei sono stati.
A) Ad Elisa, perché non si vive solo di pianoforte.
B) A mia madre perché non voleva studiassi
C) A mio padre per lo stesso motivo
D) A mia sorella perché trombava nella stessa stanza dove ho composto quest’opera, ed io sono allergico alle cuffie.
E) Ai miei vicini ed al loro gruppo elettrogeno, perché in fondo devo a loro se questo lavoro è denso di ritmo
F) Perché non è vero che a farcela è sempre uno su mille. A volte anche uno su duemila, o nessuno.
G) A Cavour, per aver dato una patria agli Italiani. Agli Italiani per non aver dato una soddisfazione a Cavour, solo toponomastica a buon mercato.
H) Dedico questo libro a Padre Pio. Perché a volte nemmeno coi miracoli si riesce a pubblicare, in questo paese.
I) Voglio ringraziare tutti coloro che stavano sul 313 lo scorso giovedi alle 12,20 perché m’hanno rubato la stesura definitiva costringendomi a riscrivere tutto daccapo. Ed è stato un successo.
J) Sono un giovane scrittore italiano, ho sessantanni e sono commosso dall’aver vinto il primo premio letterario della mia vita. Ringrazio la Perugina per avermi offerto la possibilità di inserire i miei versi nei propri baci. Mai come adesso capisco cosa vuol dire “stare sulla bocca di tutti”.
Ho consegnato le frasi (esergo) e sono uscito. Non pubblicherò mai un cazzo di che, mi son detto, rifacendo le scale sporche, al contrario, e canticchiando un vecchio motivo di Edith Piaff. 9620 Euro risparmiati.
eheheh, lo dicevo che Cletus sarebbe stato un grande acquisto.
si potrebbe continuare con la triade “crisi, climax e conseguenze”.
Ecco, io al Laboratorio di lunedì ci sono andato e ho scoperto qualcosa di completamente diverso dalle solite “scuole” di scrittura. Niente “trucchi del mestiere”, tecniche, costruzioni del personaggio e balle varie, ma una lezione sul mondo di vedere la realtà estremamente umano e arricchente.
Poi è anche gratis, a chi può consiglio di farci un salto, non è la solita roba autoreferenziale di Casa delle Letterature.