di Giovanni Choukhadarian
Le prime carezze di quest’a. D. MMVII sarebbero andate a Letizia Muratori, La vita in comune, Torino, 2007. Non vanno, perché il libro promette e non mantiene. 3 storie inverosimili, sesso pochissimo e mal raccontato, lingua qualsiasi e, quel che è peggio da uomo. Niente carezze alla dolce Letizia, baci d’intensa virilità a Salvo Formisano, L’accordatore di destini, Padova, 2007. Giulia Belloni, la Divina Editor, ha tratto fuori dal suo tailleur pantalone di Giorgio (nel senso dell’Armani) questo noirista psicologico napoletano d’immane cultura, malcelata da un sense of humour degno di Bruno Pesaola. Da leggere e regalare! Et c’est ainsi qu’Allah est grand.
(Nella foto: Bruno Pesaola)


Ottimo debutto, Meister. L’accordatore è di Meridiano Zero, I suppose.
Chissà se qualcuno ricorda ancora Bruno Pesaola, detto il “Petisso”.
Pessimo debutto, Franz, di che nessuno s’accorse – e con buona ragione. L’accordatore è in effetti Meridiano Zero, col Petisso si parlava volentieri e a lungo, all’uscita dal liceo (veniva a passeggiare da quelle parti, e poi si prendeva un drink insieme)
ci accorgemmo, Giovanni. suggerimenti intelligenti e originali di lettura sono sempre graditi.
fabrizio
Fabrizio dice bene. Conoscevi il Petisso…. Quando allenava la Samp? O il Genoa? Ciao!
Aveva smesso di allenare e preso casa a Sanremo, da cui poi è andato via per tornarsene a Napoli, sua seconda patria (a questo riguardo, imperdibile il ritratto che ne fa qui Mimmo Carratelli: http://www.napoli.repubblica.it/speciali/volti/index.html). Era ed è uno dei simboli superstiti di un calcio estinto da tempo. Con lui, anche se più giovani, Dino Zoff, Aristide Guarneri, Antonio Valentin Angelillo, Giampiero Boniperti, ovviamente Sepp Maier, pochissimi altri)
L’ultima volta che ho avuto il piacere di sentirti, Giovanni, parlavi di massimi sistemi con Claudio Gorlier, uno al cui tavolo in cucina, dicesti bene sul dorico sito, Calvino
scrisse i sentieri dei nidi.
Con la stessa sapienza, ed eleganza, ti trovo a trattar di
” futebol. ” Bienvenido.
Johannes è uno che gioca di fino. Una specie di fantasista della critica.
Sul modello di un mai dimenticato Giovanni Rana, a suo tempo battitore libero incallito su Vibrissebollettino.net, mi aggiungo ai commentatori di un mio post onde accrescere, appunto, il numero dei commenti medesimi. Come scusa adduco un mònito, però serio, che rivolgo al tèutone Franz: mùchela lì (già lo dissi al Biondillo, aux temps des dames d’antan)! Ma quale fantasista? Al massimo, un corridore alla Furino o, meglio ancora, un picchiatore dal cuore tenero, come l’insormontabile Romeo Benetti, su cui narra aneddoti da urlo Fausto Mesolella, gran chitarrista al cospetto del cielo.
Riconosco al buon Romeo anche degne geometrie, mentre il Furino
ahimé aveva solo polmoni, no, caro Giovanni, tu sei troppo genio e sregolatezza per arretrare il tuo baricentro dove, infinitamente lontane, ti apparibbero le punte da lanciare…a ridosso delle punte dunque e godi di quel mare e delle palme di Arma, spiega loro, da parte mia, se te lo chiedono, che non sono mai partito
Marino, sònt nel mè Milàn, né mi mancano le palme di Arma e/o il loro mare, a te per ottime ragioni invece caro. Milano è la vita: com’è bella la città / com’è grande la città / com’è viva la città / com’è allegra la città / piena di strade e di negozi / e di vetrine e di palazzi (e di remainder con ancora i vecchi Scheiwilerini, magari con i pezzi sparsi di quel gigante dimenticato che è Giulio Del Tredici, no?)
anche quanto la tua lingua è mordace,strappi sempre un sorriso.
maddalena