Elogio alla bellezza

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di Carla Bariffi

Trovarti
nell’ora che tarda
la sera stellata tremante…
Averti trovato e sapere
di nuovo negli occhi
quell’oro del seme,
la luce che porta la gioia
ad un cuore bambino.

*
Tu non chiedi nulla
solo mi dai
questi occhi nuovi
l’immensità di un luogo
che sacro racchiude le forme
ma i sensi dispiegano un punto
– Qui, sopra l’alloro –
Nel chiostro che vibra
unisono il nostro respiro.

*

Quale nome la bellezza
reca dentro il tuo sorriso?
Giacinti alimenta la notte,
così nitida e stanca.
– L’inverno sta fuori –

*

Di rosa il cielo danzava
e tutto d’intorno taceva
dal cuore del lago
nel viola più intenso
– La sera –
Qui dentro mi batti
nel verde marino rubato
ai tuoi occhi sapienti…
Qui dentro al saluto del cielo
m’inchino.

*

Urna di fuoco
la mia bocca
la rosa che posa
sul rosso cratere le dita.

Urna stellata
la notte che
mi porti…

4 pensieri su “Elogio alla bellezza

  1. marino

    Carla, leggendole mi spiegavo il tuo interesse per la Aleramo, c’é la stessa febbre, e una luce, e il lato interno delle cose, il viola che amava Cezanne, basta e avanza per un mondo. Grazie

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  2. paola

    mi permetto un breve tentativo d’ascolto.
    d’ascoltarti:

    – trovarti.
    ma non sempre nella notte stellata
    non sempre in un cuore bambino.

    – bellissimo:

    tu non chiedi più nulla
    Tu non chiedi nulla
    solo mi dai
    questi occhi nuovi
    l’immensità di un luogo
    che sacro racchiude le forme
    ma i sensi dispiegano un punto
    – Qui, sopra l’alloro

    ma al chiostro vibratile, decade
    perde la delicatezza delle sue pietre pesanti.
    lo stesso il respiro dannatamente all’unisono
    sempre all’unisono. meglio una cacofonia
    sincronica o lasciare che chiuda di sopra l’alloro.

    – i versi della terza (tutti letti ad alta voce, come tutti delle altre)
    sono perfetti.

    la quarta, a parte i tre puntini che mi depistano ma è un mio problema –
    ha l’avventura di un dolcissimo ritmo remissivo
    di un’offerta completa,e anche d’un jeu delicato ma sottilmente masochista.

    e il crepitio frontale:

    Urna di fuoco
    la mia bocca
    la rosa che posa
    sul rosso cratere le dita

    punto. chiudere con le dita-

    un caro saluto
    paola

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  3. carla

    il mio grazie…

    Lo vedi quel porpora acceso?
    s’infiamma nel solco
    tra i monti

    fino a stordirmi
    di viola il respiro trattengo
    – ancora un momento –
    Nell’ora che scivola lenta
    Rubandomi gli occhi.

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