23. Al cospetto del destino

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da qui

Quando gli occhi di Viola incrociano quelli di Medardo, le possibilità esplodono come fuochi d’artificio. Si sprigionerà la passione dall’incontro nel viale che è l’unico elemento che li unisce, simbolo di una convergenza misteriosa e segno del destino? Si nasconde un segreto decisivo tra i filari di alberi che sembrano puntare all’infinito? Sarà la via della vita o il viale del tramonto? Una sorte luminosa, come in Gara di ballo di Baz Luhrmann o l’amore impossibile di Abelardo ed Eloisa, che il vortice di baci e amplessi conduce alla rovina, alla castrazione di ogni sogno, alla sepoltura comune nella tomba parigina a Père Lachaise? Quali opere potrebbero soccorrere in un approccio come questo? L’impeto rivoluzionario di Anna Karenina? L’amore-odio di Cime tempestose? L’incanto imprevedibile di Colazione da Tiffany? O la poesia struggente del Dottor Zivago e l’autodistruttività di Tenera è la notte? Negli occhi di Viola-Jennifer Morrison, Medardo legge la nobiltà minacciata dei Cavalieri della Tavola rotonda, la crisi giovanile di Jack Frusciante è uscito dal gruppo, l’ambiguità di Memorie di una gheisha. Il viale degli olmi è lo schermo di un film in bianco e nero: vi si accavallano immagini insensate, slegate da qualunque canovaccio; i rami rinsecchiti sono mani alzate in segno d’impotenza, il cielo è una macchia bianca senza contenuto, depredato da una mano invisibile e spietata. Medardo e Viola comprendono nello stesso istante che nessuna memoria letteraria, nessun libro potrà assisterli in un frangente come questo: devono poggiarsi solo su se stessi; come lo scrittore, sono soli al cospetto del destino.

12 pensieri su “23. Al cospetto del destino

  1. Titti

    E’ partito il conto alla rovescia, ma non potendo aspettare la mezzanotte, ti lasciamo qua i nostri piu’ affettuosi auguri: Buon Compleanno, Fabry!
    Un forte abbraccio,
    T&M

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  2. f@r

    Siamo tutti al cospetto del destino e tutti col destino nelle mani… possiamo tutto e niente,
    figli di un dio minuscolo, in attesa di un’apocalisse di noi a noi stessi, sprechiamo tempo o lo usiamo, senza mai sapere con certezza che ne sarà di noi.

    un abbraccio, fabry

    f@r

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  3. M&C

    Che coss’è l’Amor se non proprio il contrario del dover “poggiarsi solo su se stessi” e dell’essere “soli al cospetto del destino”???

    Buon Compleanno caro don Faber :-)))

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  4. antonietta farina

    Di solito nella vita gli sguardi di Viola e di Medardo si incrociano,si osservano e lentamente leggono l’uno nei pensieri dell’altro per poi darsi le spalle e continuare,forse con qualche rimpianto,il proprio cammino lungo il viale

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  5. f@r

    Io la mezzanotte l’ho attesa volentieri… il tuo è un natale che festeggio con gioia 🙂

    Che il Dio che ci ha benedetti donandoci un Faber quale tu sei, ti benedica oggi e sempre!

    Un abbraccio forte, fabry

    f@r

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  6. Ema

    La potenza del pensiero
    muta il destino dell’uomo.
    L’uomo semina un pensiero
    e raccoglie un’azione;
    semina un’azione
    e raccoglie un’abitudine;
    semina un’abitudine
    e raccoglie un carattere;
    semina un carattere
    e raccoglie un destino.
    L’uomo costruisce il suo avvenire
    con il proprio pensare ed agire.
    Egli può cambiarlo
    perché ne è il vero padrone.
    Sivananda

    Io però, se fossi Viola che incrocia gli occhi di Medardo, lascerei da parte la forza del pensiero e sperimenterei quella del cuore: ogni tanto bisogna pure “fare il punto” di se stessi per conoscersi un pò!

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  7. Rashide

    Medardo guardando a Viola pensa a questa poesia;

    Sin razón

    Dime -¿qué filtro da tu boca
    en su divino beso cruento,
    que hace vibrar mi carne loca
    como a la débil hoja el viento?

    ¿Con qué fórmula cabalística
    mi pena rindes dulcemente,
    cual la celeste Rosa Mística
    hace inclinar a la’ serpiente?

    Di -¿dónde ocultas el secreto
    de ésta maga fascinación?
    ¿algún venusino amuleto
    me ha ligado a tu corazón?

    En vano quiero descifrar
    la causa de mi rendimiento;
    como la luna sobre el mar
    luz móvil es mi pensamiento…

    En tus leves manos estruja
    mi espíritu sin voluntad:
    eres la playa a donde me empuja
    la ola de la Fatalidad!

    Del “Libro del amor” 1915 – 1917
    Medardo Angel Silva

    Tanti Auguri Caro Fabrizio!!!!
    Ti abbraccio forte!!
    Besitos (((0)))

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