53. Fiori

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da qui

Cloe ripensa a quando, sdraiata sul divano con l’ultimo romanzo, affondava nel mondo incantato delle righe nere, assaporava il contrasto tra la monotonia delle pagine uguali e i fuochi d’artificio dell’intreccio, le svolte improvvise, i cambi di ritmo, gli agguati alle attese del lettore. Ricorda il momento in cui non le è bastato più, perché la letteratura non era all’altezza della vita, non c’era paragone fra l’odore dell’inchiostro e quello del lilio, i fiori esili dai petali ricurvi di un bianco abbagliante, attraversato da un rosso porpora intenso dal profumo che stordisce, o i garofani dianthus, dalle foglie strette e le tonalità carminio, malva e salmone, il Joan’s blood, rosa scuro col centro più cupo, come la pelle di Brice striata dal proiettile sparato a tradimento, il sangue che scende sulla schiena, raggiunge le natiche e le gambe, robuste come il tronco di magnolia, conico e compatto, resistente ai rigori dell’inverno e all’odio del nemico, ansioso di accogliere la pioggia, le lacrime di Cloe che lo bacia per bloccare l’emorragia di senso, per impedire che il racconto s’interrompa e consentire alle righe nere di ricreare la magia che non bastava, perché mancava il profumo del lilio, la robustezza del tronco di magnolia, e ora, invece, le sembra riacquistare forza nelle ferite ancora fresche di Brice, nel corpo di Vangelis sul letto immacolato come un crisantemo, le efflorescenze delle flebo, la corolla-cuscino, i gambi-tubo, e Cloe sente confondersi l’odore del fiore con quello della morte, il colore scuro dell’inchiostro e le tonalità del sangue – lilio, garofano, Joan’s blood? – che sembrano ormai una cosa sola, lo specchio che riflette le tracce di una cura possibile, una salvezza inaspettata, l’abbraccio struggente fra la storia e la parola.

15 pensieri su “53. Fiori”

  1. Stella Maria

    …lo specchio che riflette le tracce di una cura possibile, una salvezza inaspettata, l’abbraccio struggente tra la storia e la parola.
    Sembra di sentire l’odore forte dei fiori mescolarsi alla vita appesa a un filo, sempre. Che sia questo il filo sottile e fragile che legando Simone ancora alla vita, possa salvarlo dal nulla che lo possiede armandone la mano?
    SM

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  2. Ema

    “Ricorda il momento in cui non le è bastato più, perché la letteratura non era all’altezza della vita, non c’era paragone fra l’odore dell’inchiostro e quello del lilio”

    “[…] solo la parola fa si che una cosa appaia, e sia pertanto presente, come quella cosa che è”.
    (Martin Heidegger)

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  3. Claudia

    La parola nasce alla coscienza e crea o meglio fa dell’uomo il creatore delle cose che semplicemente sono, attraverso la presa di coscienza, attraverso il risveglio al proprio esser-ci (da-sein), al proprio essere gettato nel mondo, al proprio prendersi cura delle cose che sono, al prendersi cura degli altri, e ciò accade anche se quella parola non è scritta, ma semplicemente e coscientemente vissuta
    e Cloe ha deciso di cominciare a vivere, perché ha scoperto che non sempre la letteratura è all’altezza della vita.

    Ciao

    Claudia

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  4. M&C

    “l’abbraccio struggente fra la storia e la parola”
    un incontro inevitabile per essere all’altezza della vita”…

    Sangue su sangue non macchia, va subito via
    Sangue su sangue non macchia, va subito via

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  5. Ema

    “la magia che non bastava, perché mancava il profumo del lilio”

    “Ogni parola ha il suo odore: c’è un’armonia e disarmonia degli odori e dunque delle parole.”
    Friedrich Nietzsche

    …un profumo riscoperto e ritrovato grazie all’armonia di queste parole.

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  6. Rashide

    “Dove lo spirito non sradica più ma ripianta e cura, io nasco./ Dove ha inizio l’infanza del popolo, io amo”
    Char

    “Con la forza di questo Amore e la voce di questo Apello / Non cesseremo di esplorare / E alla fine dell’esplorazione / Arriveremo al punto di partenza / E conosceremo il luogo per la prima volta”
    Eliot

    L’anima sente l’odore dei fiore come dolcissimo apello, ridando un senso alla storia, che non ammette repliche.

    Un abbraccio

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  7. Claudia

    Ogni parola ha il suo odore: c’è un’armonia e disarmonia degli odori e dunque delle parole.”

    è un bell’aforisma però google mi dice:
    La ricerca di – Ogni parola ha il suo odore: c’è un’armonia e disarmonia degli odori e dunque delle parole.” non ha prodotto risultati in nessun documento.

    ma google non è dio in terra e possiamo avere altre fonti: da quale opera di Nietzsche è tratto questo aforisma?

    grazie

    Claudia

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    1. fabrizio centofanti

      figurati, Claudia.
      guarda invece cosa si trova sotto OT:
      Off-topic – fuori tema
      Operazione Trionfo – reality show
      Organizzazione Todt – impresa di costruzioni della Germania nazista

  8. Anonimo

    Cloe ricorda il momento in cui non le è bastato più, perché la letteratura non era all’altezza della vita

    fabrizio centofanti scrive:
    aprile 1, 2011 alle 12:11 am
    vi ringrazio.
    il personaggio di Cloe è uno di quelli che mi ispira di più.

    Allora, caro don Fabrizio,
    puo’ dire (come Flaubert fece per Emma Bovary): ” Cloe sono io”.

    Vista l’ora del suo post, mi fa piacere pensare che stasera sto vegliando in compagnia 😉

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  9. M&C

    Parentesi “romantica”…
    quando gli occhi di Brice incontrano quelli di Cloe, il suo cuore batte così:

    “E le mie gambe han camminato tanto
    E la mia faccia ha preso tanto vento
    E coi miei occhi ho visto tanta vita
    E le mie orecchie tanta ne han sentita
    ……. Cercando il fuoco dentro una parola
    E le mie mani hanno applaudito il mondo
    Perchè il mondo è il posto dove ho visto te
    ….
    E nel mio petto c’è un motore acceso
    Fatto per dare più di quel che ha preso
    ….
    E c’è una parte della luna
    Che assomiglia a te
    Quella dove si specchia il sole
    Che ispira musica e parole
    Baciami baciami baciami
    Mangiami mangiami mangiami
    Lasciami lasciami lasciami
    Prendimi prendimi prendimi
    Scusami scusami scusami
    Usami usami usami
    Credimi
    Salvami
    Sentimi
    E c’è una parte della vita mia
    Che assomiglia a te
    Quella che supera la logica
    Quella che aspetta un’onda anomala
    E c’è una parte in Amazzonia
    Che assomiglia a te
    Quelle acque calde e misteriose
    Le piante medicamentose…”
    (“Dove ho visto te” – Jovanotti)

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