[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=-ZwEnbJUkjs]
da qui
Cloe ripensa a quando, sdraiata sul divano con l’ultimo romanzo, affondava nel mondo incantato delle righe nere, assaporava il contrasto tra la monotonia delle pagine uguali e i fuochi d’artificio dell’intreccio, le svolte improvvise, i cambi di ritmo, gli agguati alle attese del lettore. Ricorda il momento in cui non le è bastato più, perché la letteratura non era all’altezza della vita, non c’era paragone fra l’odore dell’inchiostro e quello del lilio, i fiori esili dai petali ricurvi di un bianco abbagliante, attraversato da un rosso porpora intenso dal profumo che stordisce, o i garofani dianthus, dalle foglie strette e le tonalità carminio, malva e salmone, il Joan’s blood, rosa scuro col centro più cupo, come la pelle di Brice striata dal proiettile sparato a tradimento, il sangue che scende sulla schiena, raggiunge le natiche e le gambe, robuste come il tronco di magnolia, conico e compatto, resistente ai rigori dell’inverno e all’odio del nemico, ansioso di accogliere la pioggia, le lacrime di Cloe che lo bacia per bloccare l’emorragia di senso, per impedire che il racconto s’interrompa e consentire alle righe nere di ricreare la magia che non bastava, perché mancava il profumo del lilio, la robustezza del tronco di magnolia, e ora, invece, le sembra riacquistare forza nelle ferite ancora fresche di Brice, nel corpo di Vangelis sul letto immacolato come un crisantemo, le efflorescenze delle flebo, la corolla-cuscino, i gambi-tubo, e Cloe sente confondersi l’odore del fiore con quello della morte, il colore scuro dell’inchiostro e le tonalità del sangue – lilio, garofano, Joan’s blood? – che sembrano ormai una cosa sola, lo specchio che riflette le tracce di una cura possibile, una salvezza inaspettata, l’abbraccio struggente fra la storia e la parola.

…lo specchio che riflette le tracce di una cura possibile, una salvezza inaspettata, l’abbraccio struggente tra la storia e la parola.
Sembra di sentire l’odore forte dei fiori mescolarsi alla vita appesa a un filo, sempre. Che sia questo il filo sottile e fragile che legando Simone ancora alla vita, possa salvarlo dal nulla che lo possiede armandone la mano?
SM
“Ricorda il momento in cui non le è bastato più, perché la letteratura non era all’altezza della vita, non c’era paragone fra l’odore dell’inchiostro e quello del lilio”
“[…] solo la parola fa si che una cosa appaia, e sia pertanto presente, come quella cosa che è”.
(Martin Heidegger)
La parola nasce alla coscienza e crea o meglio fa dell’uomo il creatore delle cose che semplicemente sono, attraverso la presa di coscienza, attraverso il risveglio al proprio esser-ci (da-sein), al proprio essere gettato nel mondo, al proprio prendersi cura delle cose che sono, al prendersi cura degli altri, e ciò accade anche se quella parola non è scritta, ma semplicemente e coscientemente vissuta
e Cloe ha deciso di cominciare a vivere, perché ha scoperto che non sempre la letteratura è all’altezza della vita.
Ciao
Claudia
“l’abbraccio struggente fra la storia e la parola”
un incontro inevitabile per essere all’altezza della vita”…
Sangue su sangue non macchia, va subito via
Sangue su sangue non macchia, va subito via
“la magia che non bastava, perché mancava il profumo del lilio”
“Ogni parola ha il suo odore: c’è un’armonia e disarmonia degli odori e dunque delle parole.”
Friedrich Nietzsche
…un profumo riscoperto e ritrovato grazie all’armonia di queste parole.
“Dove lo spirito non sradica più ma ripianta e cura, io nasco./ Dove ha inizio l’infanza del popolo, io amo”
Char
“Con la forza di questo Amore e la voce di questo Apello / Non cesseremo di esplorare / E alla fine dell’esplorazione / Arriveremo al punto di partenza / E conosceremo il luogo per la prima volta”
Eliot
L’anima sente l’odore dei fiore come dolcissimo apello, ridando un senso alla storia, che non ammette repliche.
Un abbraccio
Ogni parola ha il suo odore: c’è un’armonia e disarmonia degli odori e dunque delle parole.”
è un bell’aforisma però google mi dice:
La ricerca di – Ogni parola ha il suo odore: c’è un’armonia e disarmonia degli odori e dunque delle parole.” non ha prodotto risultati in nessun documento.
ma google non è dio in terra e possiamo avere altre fonti: da quale opera di Nietzsche è tratto questo aforisma?
grazie
Claudia
vi ringrazio.
il personaggio di Cloe è uno di quelli che mi ispira di più.
Trovato!
Grazie
scusa Fabry per l’OT
Claudia
figurati, Claudia.
guarda invece cosa si trova sotto OT:
Off-topic – fuori tema
Operazione Trionfo – reality show
Organizzazione Todt – impresa di costruzioni della Germania nazista
Cloe ricorda il momento in cui non le è bastato più, perché la letteratura non era all’altezza della vita
fabrizio centofanti scrive:
aprile 1, 2011 alle 12:11 am
vi ringrazio.
il personaggio di Cloe è uno di quelli che mi ispira di più.
Allora, caro don Fabrizio,
puo’ dire (come Flaubert fece per Emma Bovary): ” Cloe sono io”.
Vista l’ora del suo post, mi fa piacere pensare che stasera sto vegliando in compagnia 😉
@ Claudia
Friedrich Nietzsche, Umano troppo umano II, 1879/80
Ciao
@Ema
Grazie, l’avevo trovato http://www.aforismario.it/aforismi-parole.htm 🙂
@ Fabry, grazie
Ciao!
Claudia
Parentesi “romantica”…
quando gli occhi di Brice incontrano quelli di Cloe, il suo cuore batte così:
“E le mie gambe han camminato tanto
E la mia faccia ha preso tanto vento
E coi miei occhi ho visto tanta vita
E le mie orecchie tanta ne han sentita
……. Cercando il fuoco dentro una parola
E le mie mani hanno applaudito il mondo
Perchè il mondo è il posto dove ho visto te
….
E nel mio petto c’è un motore acceso
Fatto per dare più di quel che ha preso
….
E c’è una parte della luna
Che assomiglia a te
Quella dove si specchia il sole
Che ispira musica e parole
Baciami baciami baciami
Mangiami mangiami mangiami
Lasciami lasciami lasciami
Prendimi prendimi prendimi
Scusami scusami scusami
Usami usami usami
Credimi
Salvami
Sentimi
E c’è una parte della vita mia
Che assomiglia a te
Quella che supera la logica
Quella che aspetta un’onda anomala
E c’è una parte in Amazzonia
Che assomiglia a te
Quelle acque calde e misteriose
Le piante medicamentose…”
(“Dove ho visto te” – Jovanotti)
vi ringrazio!