Poesia erotica (si fa per dire)
Corri a perdere fiato
perdere terra
e i sensi
in una luminosa istanza
un imbrunire della pelle
ai primi raggi di sole
ai primi baci
*
di come ad ogni tuo respiro
pare perfino il tempo cosa viva
ed io tra dita e vita
– che poi fa lo stesso –
induco e scorporo collana
di piccole perle
di piccole gemme
come una corona di non detti
che se mi inchino è per guardarti dentro
e tra le gambe tue
– ricordo solo le caviglie belle –
in un palmo di mano
l’anima tua farà da ostello
*
ungimi delle tue promesse
sfregami con le tue carezze
disunghiami coi baci
slabbrami di pazienza
disfami di tutta la distanza
e parlami se taci
*
vorrei sentirti dentro
sopra sotto
al centro oppure al fianco
intorno in testa e in capo
in dorso in braccio
accanto
*
fa che il tuo desiderio mi raggiunga
che d’ogni suono rumore fruscio stacco
possa avvertire il tocco
dei tacchi
*
dilago in carne
tua come se
fossi un osso.
*
ti porterò con me
tra le gambe
e il cielo
(in petto)
Poesia semplice (si fa per dire)
Si fa per dire semplice e si dice
che non esiste legge e non si scrive
con un ritocco, un lume a ricucire il drappo
baci di lingua e croci, un’arte del distacco
e di saliva e miele, come un varco
strappo che non diventa breccia – si risponde.
Ma dimmi chi – e per cosa – vuole che sia felice
il tutto a condizione che vi sia infelice, parte
offesa, come il consorte e la sposa traditi?
La leggerezza al cor tutto perdona
di luci ed ombre ragionare anche tenersi il capo
a condizione che quel tutto sia di vita amore
Poesia d’amore (in qualche modo)
Deve esserci un modo (un mondo)
per non tacere di nuovo il grido
di una mancata paternità
di una normalità agognata
e assassina.
Una chiave di volta ci sarà
(un risvolto) che non sia parola
que des mots que des morts
e alla ferita faccia da medicamento
dia sollievo.
Sicuramente c’é un piano (un pianto)
per non ridursi all’elemosina
di uno spazio e un tempo
e spingere i mobili da un capo all’altro
della stanza.
Esiste un qualcosa come lama
alla gomma rigata dell’ideologia nostrana
che da destra a sinistra ti divora
la carta quotidiana la quota cartacea
del nulla.
Sicuramente c’è o deve esserci
la parola d’ordine al disordine
credere che di tutte le parole
almeno una come una cosa
ti sia amica.
Che non vale credere e pensare
al bene attraverso il male fatto (dagli altri)
al meglio dei mondi migliori
è modo (un mondo)
che non vale,
un tuo sorriso, un bacio.
una tua carezza.
Poesia (semplice) d’amore
Adesso che paura di morire non mi segue
Come la ruggine sul ferro e pare intenso
Il salvamento dall’inceppo, dall’attracco
Che il core non mi esplode in petto
La saliva in bocca, il turbamento
Perfino il dolore di perderti mi solleva
Le spalle, con un solo gesto, la parola
C’est la vie c’est la vie
Anche quando vita non consola
Ma è così.
Adesso che il cammino si fa lento
Il passo nel paesaggio, con le braccia in croce
Luce alla voce, sbalzo da cataratta
A quella linea di confine una frontiera
Tra passato – immenso e non fardello –
Ed il futuro in groppa, una miniera.
Come di voce roca
L’anima piena si affastella e invoca
Te


c’est la vie:-) c’est l’amour, toujours l’amour;-)
che dire Francesco? sono senza fiato e senza parole:-)
BRAVO’
oggi qui piove ….
Stella
Volano Francesco, leggere e ironiche. Belle.
Un saluto 🙂
si può rendere graficamente un sospiro senza che venga fuori una battuta da fumetto? non lo so fare, e perciò devo dire esplicitamente che: sospiro!
merci bien!
ritmate molto sullo “stilnovo” in senso positivo, aeree e lievi e, soprattutto, riuscite, così
“vorrei sentirti dentro
sopra sotto
al centro oppure al fianco
intorno in testa e in capo
in dorso in braccio
accanto” è un eros privo di “gender”, raro a trovarsi e esprimersi
Viola
Sono molto belle, una leggerezza piena di energia, di speranza che questa cosa esista.
Bravo e bravo.
Krospenor
@ franz
però potevi firmarti franza…
effeffe
ps
inutile dire a chi è intervenuto fin qui che mi lusingano, le parole dette
e lo dico
A me piace “il tocco dei tacchi”… Bravo! Delicate e intelligenti. Plaudo anch’io alla mancanza di “gender”, cioè di luoghi comuni.
mi piace il tocco lieve che ti accompagna…
mi piace questa:
dilago in carne
tua come se
fossi un osso.
posso?
Gentile Autore,
è molto bello quello che scrivi.Vorresti pubblicare anche nel nostro spazio ?
Sarei onorata di averTi ospite di AltraMusa,un sito letterario a cui abbiamo dato vita.www.altramusa.com
oppure, se vuoi registrarti: http://www.altramusa.com./user/register
Sperando di poterTi avere presto con noi ,ti inviamo i nostri più cordiali saluti e ringraziamenti per l’attenzione che ci vorrai prestare.
Cristina D.
Redazione di AltraMusa
Gentile Autore,
è molto Bello Quello che Scrivi! Mi associo a Quanto scrivono i Miei Colleghi qui sopra. La mia preferita è la “Poesia D’amore (in qualche modo)”, piena di Grazia, Buffa, di certo Civica e, a Suo modo, Struggente.
Lietissima di AverTi letto,
r
Molto più che erotiche. Io le trovo raffinate ed estremamente sensuali.
grazie
lisa
davvero un bel modo di scrivere..di usare le parole (in assonanza e in dissonanza). mi piacciono tutte, con una particolare predilezione per la prima! S