38. Promessa

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=TVicbjPgz74]

da qui

E’ bello vedere i palazzi illuminati dalle torce e i festoni, fotogrammi di un sogno in cui non si sa dove si stia né cosa ci aspetti dietro l’angolo. Camminano a lungo, osservando la città abbracciata dalla notte, tempestata di luci come un gioiello raffinato, il cielo capovolto con i grumi di stelle, dal blu-azzurro di Lacertae al bianco-azzurro di Regolo, dal bianco di Altair al rosso della Stella di Barnard fino all’arancione di Alfa Centauri; il minareto è un menhir che indica la via a chi volesse atterrare quaggiù, anche solo col pensiero; il Muro è la pagina bianca di un bambino con le macchie d’inchiostro delle erbacce. Yoh’anan, Yaacov e Andreas sanno che Yehochoua ha cercato di distrarli, di allargare l’orizzonte angusto del terrore con i ricami d’oro dei lampioni, la lava abbagliante del traffico stradale, i riverberi frastagliati e insieme compatti della cupola.
Abbiamo paura.
E’ il sentimento che li attraversa tutti, come un meteorite che perfora il telo funereo della notte.
Yehochoua guarda le macchie gialle sulle mura, la luce delle torce che sembra oltrepassare le finestre, violare il segreto delle case, entrare nei sogni nascosti della gente.
Il Regno è il più piccolo dei semi, non lo vedi nemmeno, eppure sta crescendo, come un pensiero, un ideale.
Yaakov, con la faccia da ragazzo, interpreta l’ansia dei compagni:
Tutto funziona finché tu ci sei; ma se dovesse succederti qualcosa?
La città è un tappeto nero trafitto da disegni d’oro.
C’è qualcosa che non si spegne mai, neanche volendo. Guardando l’orizzonte, non potete distinguere l’ombra dalla luce: è il punto in cui tutto converge, inattaccabile dalla dissoluzione.
Un uomo li guarda, dal marciapiede di fronte: sembra inebetito, o forse è rimasto solo al mondo.

16 pensieri su “38. Promessa

  1. RossellaT

    In questo brano si parla d città e di paura, voglio andare un po’ fuori tema e traslare queste parole nella mia esperienza. Vivo la città, è bella la città, ti offre tanto la città ma la città è anche difficile e cattiva quando i tuoi affetti sono lontani e la tua età ti fa fare i conti con la vita. Oggi voglio dire grazie a tutti voi a chi ha saputo parlarmi ridandomi fiducia “Il Regno è il più piccolo dei semi, non lo vedi nemmeno, eppure sta crescendo, come un pensiero, un ideale”. Mi sono sentita accolta perciò ancora grazie a te e a tutti voi!!!

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  2. Rashide

    ” C’è qualcosa che non si spegne mai, neanche volendo. Guardando l’orizzonte, non potete distinguere l’ombra dalla luce: è il punto in cui tutto converge, inattaccabile dalla dissoluzione”

    Io sono la luce che splende su tutto. Io sono ovunque. Tutto é venuto da me e tutto tornerá a me. Spezza un pezzo di legno e io saró lì, alza una pietra e lì mi troverai.
    Dal Vangelo di Tommaso versetto 77

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  3. Roby (s.d a.)

    Un Grande ci ha detto: ” Non abbiate paura! Aprite le porte, anzi spalancate le porte …”

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  4. Titti

    Ecco io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo:
    Gesù dice questo perche’ non ci ha abbandonato (tornera’ e i teologi lo deducono anche dal suo sudario trovato piegato sulla tomba) ma intanto ha mandato il suo Spirito che ci avvolge e ci abbraccia teneramente quando siamo preda della paura o degli incubi…

    http://www.youtube.com/watch?v=9EQkKGl2qFE

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  5. Ema

    “sembra inebetito, o forse è rimasto solo al mondo.”

    NON POSSO ESSERE SOLA

    Emily Dickinson

    Non posso essere sola,
    mi viene a visitare
    una schiera di ospiti,
    non sono registrati,
    non usano la chiave,
    non han né vesti, né nomi,
    né climi, né almanacchi,
    ma dimore comuni,
    proprio come gli gnomi,
    messaggeri interiori
    ne annunciano l’arrivo,
    invece la partenza
    non è annunciata, infatti
    non sono mai partiti.

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  6. Ema

    …e prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita…

    povere promesse umane se non prestiamo le labbra a Dio nel pronunciare queste parole, se non affidiamo tutti i giorni il cuore e le labbra a Dio …ma è evidente quanto sia difficile…le separazioni non si contano più…senza di Lui restano solo “pianto e stridore di denti”

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  7. Sabina

    – C’è qualcosa che non si spegne mai, neanche volendo.-

    Le promesse di Dio non restano incompiute.
    “…riconoscete dunque con tutto il vostro cuore e con tutta l’anima vostra che neppure una di tutte le buone parole che il Signore, il vostro Dio, ha pronunciate su voi è caduta a terra; tutte si sono compiute per voi; neppure una è caduta a terra.”
    (Giosuè 23:14 )

    La promessa più bella è la vita eterna.
    “E questa è la promessa che egli ci ha fatta: la vita eterna.” (1 Giovanni 2:25)

    E tu, don, ci insegni che la vita eterna è oggi….

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  8. M&C

    – Tutto funziona finché tu ci sei; ma se dovesse succederti qualcosa?

    Mi ricorda quando Pietro, sul monte, dice a Gesù: “Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia”

    E’ molto forte la tentazione di bloccare l’esperienza, fissare il momento privilegiato, fermarsi al sicuro e decidere di non proseguire su un cammino rischioso, come quello della Fede.

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  9. f@r

    Abbiamo paura

    L’amore è la paura che ci unisce agli altri.
    quando hanno soggiogato i nostri giorni e li hanno appesi come lacrime
    Quando insieme a loro sono morte pietosamente deturpate
    Le nostre ultime forme di sentimenti infantili
    Cosa trattiene la mano che gli uomini porgono?
    Sa stringere con forza là dove la ragione ci fuorvia
    Quando il tempo s’è fermato e il ricordo s’è sradicato
    Come un’assurda affettazione al di là di ogni senso?
    ( E loro tornano indietro un giorno senza una ruga nel cervello
    Trovano le loro mogli e i loro figli cresciuti
    Vanno nei negozietti e nei caffè del quartiere
    Leggono ogni mattina l’epos della quotidianità).
    Moriamo forse per gli altri o perché così vinciamo la vita
    O perché così sputiamo ad uno a d uno i nostri simulacri da nulla
    E per un attimo nella loro mente asciutta passa un raggio di sole
    Qualcosa come un pallido ricordo di una preistoria animale.
    Vengono i giorni in cui non sai più su cosa contare
    Storie d’amore e imprese finanziarie
    Non trovi specchi per gridare il tuo nome
    Semplici propositi di vita garantiscono un’attualità
    Tedio, nostalgie, sogni, contratti, raggiri
    E se penso è perché l’abitudine è più accessibile del rimorso.

    Ma chi verrà a trattenere l’impeto della burrasca che scende?
    Chi conterà le gocce a una a una prima che muoiano al suolo
    Prime che si confondano con il fango come le voci dei poeti?
    Mendicanti di un’altra vita disertori dell’Attimo
    Cercano una notte inaccessibile i loro sogni putridi.
    Perché il nostro silenzio è l’esitazione tra la vita e la morte.

    [ Manolis Anaghnostalis]

    [youtube=http://www.youtube.com/watch?v=FkBPQeJ_AX8]

    una promessa è una promessa, per quanto le vie siano impervie e dissestate è pro-messa, sempre un passo avanti a noi e ci aspetta.

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