Alcuni amici mi hanno chiesto, in quattro e quattr’otto, di scrivere una filastrocca per la sfilata del loro carro, con il tema: “Via i gatti i topi ballano”. Potevo rifiutarmi?
Ecco il risultato.
In questo mondo le cose van così
se non sono ameri-cani a comandare
saran gatti persiani o giù di lì
e il povero topin che mai può fare?
Ma senti un po’ questo baccano adesso…
Tutti i gatti son diventati matti
con la coda tra le gambe, ratti ratti
se ne vanno, dimmi tu: cos’è successo?
È scoppiato il formaggiale, solo questo!
Topo, ratto, sorcio o pantegana
è la tua festa questa settimana
puoi uscire allo scoperto: presto, presto!
E c’è la topa ch’è topa davvero
c’è il ratto ratto e sotto la sottana
guarda come danza la pantegana!
Ride pure quel sorcio tutto nero!
Anche tu, non fare il timido, vieni,
questo non è un giorno dentro la storia
è soltanto la vita che si fa baldoria
taceremo solo con i ventri pieni!
Di formaggio ce n’è per tutti quanti
basta sapersi un po’ accontentare
e se non si pretende di bere il mare
c’è pure il vino, barbera d’alba o chianti.
E a pensarci bene, saremmo tutti amici
anche ai ruffiani che dicono “miao”
basterebbe un sorriso o solo un “ciao”
a inventare l’amore fra topi e mici.

Simpatica. Intrisa di antica saggezza popolare.
Meno male che da voi si fanno ancora i carri. Nella mia città d’origine, causa carenza di fondi, personale, interesse, quest’anno niente carri!Era un dolce ricordo d’infanzia…Marco a carnevale ogni poesia vale…;-)
Un caro saluto
i tuoi amici sono fortunati.
i tuoi – (mici) un po’ meno.
molto carina.
un saluto
paola