57. L’ultima parola

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da qui

La notte è piena di luci, stelle che s’inseguono come anime in pena, oppure innamorate, perché l’amore è sempre anche una pena, un dolore immedicabile, una ferita che si apre nella corteccia dura del mondo, nell’insensibilità della gente che critica e giudica, nel coltello che affonda nella piaga, nell’assenza di pietà che segna il mondo con un marchio indelebile, di cui ci si vanta al bar, nelle chiacchiere tra amici, nella perdita di tempo che è la vita. La notte è piena di stelle, anzi, di torce, accendini, tutto ciò che è in grado di lasciare scie di luce nel buio traforato, perforato, trafitto dello stadio. La band sta cantando Angeli, nel silenzio irreale della folla, tra braccia che si alzano e oscillano come bandiere, o alberi di nave, perché nel mare della gente galleggia un sentimento indefinibile, un timore, un rispetto, un abbandono; sanno tutti che la canzone è dedicata a un amico che ora non c’è più, e ogni luce che nuota nel gorgo nero della notte potrebbe essere lo spirito che vaga in cerca della propria musica, un angelo caduto sulla terra perché la preferisce al cielo. Forse è per questo che Futura non riesce a staccare gli occhi azzurri e verdi da quelli di Fofner, come vedesse in lui la presenza di qualcosa che ha perduto, nel giorno in cui la madre non era più sua madre e lei non era più la figlia e niente era più niente, e quando tocchi il fondo c’è un solo desiderio, risalire dall’abisso, arrivare a pelo d’acqua per poter di nuovo respirare e una certa sera sembra che sia vero, quando a pelo d’acqua ci sono due occhi grandi come laghi, che non sai se nuoterai o ci affogherai e qualcuno intona una musica triste e misteriosa come il mare e sei convinta che oggi, proprio oggi, la band stia suonando per te, solo per te, che un angelo caduto per la nostalgia ti stia guardando dritto negli occhi, mentre Stef Burns fa miracoli con la chitarra elettrica, e una via lattea di torce, telefoni, accendini, riempie la notte di richiami, come se gli angeli del cielo avessero per una volta, per una volta sola, deciso di venire da te, proprio da te, che sei emersa per un attimo, hai preso una boccata d’aria in mezzo alla polvere da sparo, all’irruzione improvvisa nelle banche, all’ordine di mettere le mani sulla testa, alla mossa imprudente dell’impiegato allo sportello, alla pistola che fa fuoco, a un angelo caduto in una pozza di sangue che sussurra un’ultima parola e non c’è più: una parola che rimane scritta, magari sul bordo in cemento di un pontile, un nome strano, la dichiarazione di un amore il cui confine è il mare, battuto dal vento caldo di maggio: Fofner, sei la mia vita.

13 pensieri su “57. L’ultima parola

  1. ema

    “un nome strano, la dichiarazione di un amore il cui confine è il mare”

    L’amore non ha confini; per questo in amore non può essere mai pronunciata l’ultima parola.

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  2. M&C

    – quando tocchi il fondo c’è un solo desiderio, risalire dall’abisso…

    Quando le incomprensioni raggiungono l’apice e prendono il sopravvento, la sensazione è proprio quella di aver toccato il fondo, un sentirsi profondamente soli e senza fiato.
    Non c’è altro da fare se non tentare di ricominciare da capo, un nuovo inizio, nel perdono reciproco e nell’umiltà di capire gli errori commessi, anche se le ferite ed i giudizi bruciano e fanno ancora male.
    La forza di farlo non è in noi, ma in quell’amore capace di guardarti negli occhi e farti ritrovare la pace ed il respiro.

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  3. Rashide

    Anche un sogno puo strappare il velo di malinconia al ritmo di una musica perduta, dove ce un angelo a prendere il posto dell’amore.
    Perduti tra la nebbia, a pochi secondi mi abbracciavi volando a qualsiasi luogo, fra kilometri di silenzio pianificavamo una carezza che ci avvicinai al paradiso, tra tante ore noi ci annidavamo con le nuvole, come due angeli, e subito come uno strappo, in foglia morta, atterravamo di un colpo. Che delizia il di andare per giorni tra nuvole….la di trascorrere notti soltanto da un volo!

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  4. gum

    Com’è più facile vivere senza amore!
    Senza spaccare pietre, senza dover aprire brecce, senza toccare il fondo col rischio di affogare.
    Bello vincere facile quando non c’è avversario, perchè intanto ha deciso di non perdere tempo con la vita. Ti senti un trionfatore, uno che conta sol perchè hai messo sotto qualche poveraccio, quello che con l’amore ci riempie il panino che è rimasto, l’unico nutrimento che lo farà campare assai di più di chi anche quel pane vuol portargli via.

    Ero nel backstage a Latina quando Vasco piangeva per Massimo chiamando gli angeli. All’aftershow di Sabaudia ci sembrava di aver perso un fratello e al buffet nessuno era allegro. Anche quello fu un momento d’amore.

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  5. M&C

    -l’amore è sempre anche una pena, un dolore immedicabile…

    Chi è più forte, per amore decide anche di passare per fesso, consapevole delle bugie e delle falsità, della “corteccia dura del mondo”, dell’ “insensibilità della gente che critica e giudica” e della totale “assenza di pietà” nei suoi confronti.
    Non sarebbe facile vivere senza amore, l’unico scopo possibile, l’unico fine che abbia veramente un senso, l’unico punto di vista valido.

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  6. pam

    ”stelle che s’inseguono come anime in pena, oppure innamorate, perché l’amore è sempre anche una pena, un dolore immedicabile, una ferita che si apre nella corteccia dura del mondo,”

    L’amor che move il sole e l’altre stelle
    (Divina Commedia, Paradiso, XXXIII)

    Se c’è un’energia che è principio primo e motore dell’universo, e quell’energia è amore, si prova tristezza chiedendosi come mai vi siano persone che dall’amore si allontanano così tanto. Non c’è pena più grande delle ferite provocate dall’amore non dato e non ricevuto. E non c’è soluzione più vera che risvegliare la memoria di quel principio di amore che in ognuno di noi è custodita.

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  7. Fides

    Ci sono parole che restano, stelle lucenti nelle notti buie del cuore, ma c’è bisogno di un angelo che ci faccia alzare lo sguardo perché possiamo ri-cordarle

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  8. Agnese

    Certo che con la pagina di oggi mi ha messo in nostalgia,sentimentalizmo(?).Forse dopo tutta questa giornata “di corsa”,con sudore,ho aperto il computer e trovo: concerto, notte piena di stelle,angelo caduto dal cielo,Futura tranquilla guarda nel occhi di Fofner…Ma perchè proprio Fofner?Ma forse lei cerca nel suoi occhi la speranza di via di uscita dal incubo di sua vita? O forse tutti due trovano nel occhi di altro la forza per esistere,per vivere?
    “…un angelo caduto per la nostalgia ti stia guardando dritto negli occhi…”
    E ora stai tranquillo….
    Buona notte

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  9. marco1963

    L’amore in tutte le sue forme è forse, insieme a poche altre magari meno nobili, l’attività che agli esseri umani piace di più, ma è complessa. Ci fa salire in alto, ci butta giù. E’ terrena e quindi può essere normale che prima o poi si cada in terra, e dove altrimenti? Però credo che quel cadere, ci faccia in realtà volare, perché ci spiega le cose, ci fa entrare nel dettaglio di ciò che non comprendiamo, ci svela i misteri. L’amore che ci fa cadere ci rivela il contenuto dei fatti. E voglio pensare che dopo una caduta ben assorbita, ci sia un volo. Ecco allora che quel volo può farci avvicinare al cielo che tanto cerchiamo, appunto, con l’amore. E quindi giustificare in pieno, se mai ve ne sia bisogno, la nostra presenza in terra.

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  10. bioraffaella

    Quando un angelo ti tende la mano e ti aiuta a risalire dal fondo in cui sei caduto, non ti resta altro da fare che ringraziarlo , con un altro gesto d’Amore, per averti donato una seconda possibilità : Quella di poter sorridere alla vita di nuovo!

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