1. Cosa ho capito della vita

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da qui

C’è un momento, nella vita, in cui ti sembra di afferrarne l’essenziale. Magari non è vero: l’esperienza accumulata può ridursi a una catasta di macerie fatiscenti, residui tossici da cui sarebbe meglio liberarsi, piuttosto che chiavi per aprire un mondo nuovo. Ma è sempre utile azzardare un bilancio provvisorio, partendo dalla nebbia fitta dell’infanzia, dove a emergere è un’immagine, un suono, frammenti che cerchi inutilmente di comporre per ricavarne un quadro decifrabile. Ricordi il balcone di un palazzo all’EUR: l’elefantino di pezza giace in un angolo a sinistra, mentre le auto incolonnate sulla strada sono zone compatte di rumori: clacson, motori, frenate e ripartenze. Sei tu il bambino che si affaccia sul vuoto pneumatico della coscienza, al punto che costringi a sovrapporre i tempi, a soccorrere la memoria perduta con le immagini nitide di oggi: la scritta bianca e blu di Minimax, il gazebo con la merce colorata, le vetrine della SMA, da cui si sporgono casse e casse di birra, bustoni di pasta sempre al dente, un cartello scritto a mano – domenica aperto dalle otto alle tredici -, e una spruzzata di vernice in cui s’inneggia alla SS. Lazio, orgoglio di Roma. Sei troppo inesperto per dare un senso al 708 , che come una balena tutta azzurra spruzza un fumo denso dalla coda; o anche all’edicola tappezzata da bandi di concorsi per bidelli, licenze per tassisti, 351 posti di operatore sanitario. Sei incapace di leggere, e questo è un grave handicap: ignori che dietro il pannello blu marino c’è la sede dell’ACI; che accanto si succedono il negozio di bioestetica e il marchio inconfondibile di Buffetti Business. Il bello è che la cosa non ti tange: ti basta dominare, dal balcone, lo scenario di cui cogli il movimento incessante, la frenesia insensata, come se al mondo bastasse correre qua e là per strappare il diritto all’esistenza. Non capisci ancora nulla del gioco per adulti che è la vita, ma pensi che in fondo ti ci trovi bene: continuino pure a girare nella giostra, prima o poi ti occuperai di loro.

27 pensieri su “1. Cosa ho capito della vita

  1. bioraffaella

    come se al mondo bastasse correre di qua e di là per strappare il diritto all’esistenza.

    Il mondo corre come per raggiungere un traguardo, senza capire che non arriverà mai da nessuna parte se non si ferma un attimo a guardare ciò che lo circonda,solo cosi si accorgerà che nella vita esistono cose molto più importanti della corsa frenetica di ogni giorno.

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  2. Fides

    Ci sono tanti bambini di ieri che diventati giovani oggi pensano che la corsa non serva a niente perché il mondo gli ha tolto anche il sogno di una vita “normale”: un lavoro, una casa, una famiglia tutta loro e allora preferiscono non cominciare nemmeno a correre, pensare che sia possibile restare per sempre fuori dal”gioco dei grandi”… Ci sono tante cose importanti nella vita, ma chi darà il coraggio di vivere ad una generazione che non sa, non riesce a vedere il futuro?

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  3. ema

    Da bambini è consentito guardare la vita dal balcone.
    Da grandi bisogna salire sulla giostra… cercando di non perdere l’equilibrio.

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  4. bioraffaella

    Io un tempo correvo senza fermarmi mai fino a quando non ho capito che mi dovevo fermare un attimo per poter comprendere che cosa dovevo fare della mia vita ed imboccare la strada giusta per poter ricominciare la corsa.

    Nella vita non si può soltanto correre a volte dobbiamo fermarci per avere le idee più chiare su quello che stiamo facendo.

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  5. M&C

    Un inizio importante che preannuncia una nuova condivisione, ancora più profonda, proprio un offrirsi totalmente dell’autore a noi lettori, come un pane che si spezza…
    Grazie, don, riesci sempre a sorprendere, a rinnovarti ogni volta: in te, c’è veramente una scintilla del divino che ti illumina e che accende chi ha la fortuna di incontrarti!

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  6. robysda

    Arrivando a ogni nuova città il viaggiatore ritrova un suo passato che non sapeva più d’avere: l’estraneità di ciò che non sei più o non possiedi più t’aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti
    Italo Calvino

    La giostra inizia il giro, durante il quale ogni esperienza vissuta e sognata contribuisce a costruire il tessuto della vita, dandone un’impronta provvisoria, destinata a modificarsi e modellarsi ogni volta che gli eventi tenteranno di farci scendere e risalire in corsa. Solo alla fine del giro ogni ruga potrà raccontare la sua storia.

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  7. Mariaserena Peterlin

    La cosa meravigliosa di un’infanzia che riesca a vivere se stessa è proprio la sensazione che non ci sia fretta, e che si riuscirà ad occuparsi di tutto, di tutti, al momento giusto; un sacchetto pieno di monete di tempo che non si esaurirà.

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  8. bioraffaella

    Guardare dall’altro lato della giostra ti sembra tutto incomprensibile se non addirittura inafferrabile,ti sembra di essere un estraneo rispetto al mondo , ma sai che prima o poi ti ascolterà e quel mondo che prima ti sembrava incomprensibile ad un tratto diventa comprensibile,perché solo vivendo su quella giostra si possono comprendere le persone che ci stanno sopra.

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  9. Stella Maria

    Bilanci, si ogni tanto bisogna farne, a volte sono il preludio a una pagina da voltare altre invece è proprio lo scorrere le pagine all’indietro che ci aiuta ad affrontare il futuro. Siamo figli della nostra storia, e se siamo quel che siamo è proprio perchè la vita ci ha insegnato in quel modo e non in un altro. Ripercorrere la storia personale è un impegno importante che si può portare a termine solo quando si è raggiunto un certo equilibrio e si è in pace con se stessi. Un viaggio nelle vie dei colori, direbbe il Claudio romano. Il tempo scorre veloce e vivere a volte è un automatismo, fermarsi è la parola d’ordine per assaporare il nostro io e anche per donarlo agli altri, vivere la vita. Bello sarà capire come viviamo eventi simili a quelli che narrerai e, se anche non lo scriveremo, di certo ripenseremo alla nostra storia, a quel che abbiamo imparato, forse con un altro punto di vista capiremo ciò che ancora ci sfugge o il cui significato non è quello che ci sembra palese.
    Quel che conta è viaggiare, o per dirla con un tuo omonimo “…per la stessa ragione del viaggio viaggiare”.
    Ciò che rimane da dire e qui:
    http://www.youtube.com/watch?v=fTlwAfdH924

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  10. Barbara

    A volte quando da adulti guardiamo le foto in cui eravamo bambini, abbiamo la sensazione che tra quel tempo lontano e quello attuale ci sia un vuoto, come se nel mezzo non fosse successo niente. Ma ovviamente non è vero, e lo sappiamo. Allora proviamo a riempirlo quel vuoto, andando a caccia di quei ricordi in grado di restituirci uno spessore, una consistenza che non riusciamo più a sentire. Sì, noi siamo stati, qualcosa è successo, abbiamo vissuto tante vite e nessuna è andata perduta, abbiamo nutrito speranze che abbiamo dimenticato. Perché l’oggi tiene per mano ieri e domani.

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  11. bioraffaella

    ti basta dominare, dal balcone, lo scenario di cui cogli il movimento incessante, la frenesia insensata,come se al mondo bastasse correre di qua e di là ….

    Le scuse per non fermarci a chiedere se questo correre ci rende felici sono migliaia, e se non ci sono, siamo bravissimi a inventarle.
    (Tiziano Terzani, Un altro giro di giostra. )

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  12. vale

    L’esperienza accumulata non basta mai. Cambiano le situazioni, cambiano le persone con cui ti relazioni, cambia la vita che ti accingi a vivere da questo preciso momento! Tu ci aiuterai oggi, a guardare dentro di noi per verificare anche, come vorremmo essere ricordati, domani.

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  13. agnese

    EVVIVA! Don Fabrizio sta scrivendo nuovo libro! in bocca lupo!
    Ci stiamo con te don a fare questo nuovo viaggio

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  14. agnese

    “C’è un momento,nella vita,in cui ti sembra di afferrare l’essenziale”-a volte,si
    Piuttosto a 18 anni uno è sicuro che già lo sa tutto dalla vita,non ascolta niente e nessuno,perchè lui è adulto e già lo sa tutto (da parte di Gaia,che aveva 2anni e già aveva detto-io sono grande e faccio come mi pare-alcuni crescono prima). Dopo 18 anni si urla sempre di meno,dopo tutte “le tramvate” che prendi dalla vita ti arriva al cervello che non è cosi come immaginavi.
    Uguale come con la sapienza,meno lo sai-ti sembra che sei un genio perchè hai imparato a scrivere e leggere,ma poi,scopri sempre di più e…più lo sai, più ti sembra che non lo sai ancora niente

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  15. fabrizio centofanti

    come sempre, sono io che ringrazio voi.
    ormai senza di voi qui non si fa niente; con voi si parte, e si corre, sperando sempre di arrivare.
    sperando che anche i più giovani possano trovare presto la strada, nonostante tutto.

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  16. agnese

    “L’esperienza è un’insegnante severa,perchè prima ti fa fare l’esame e poi ti spiega la lezione”

    Anonimo

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  17. Ernesta Scappaticci

    “non capisco ancora nulla del gioco degli adulti che è la vita”
    Devo dire neanche io, di questi tempi solo Cristo ci può aiutare: dandoci la forza di capire quale sia la strada…!

    Ernestina.
    Grazie per queste belle pagine inaspettate.

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  18. Clown: opinioni

    “Cosa ho capito della vita”; già il titolo è una promessa piena di possibilità interessanti e tutte da leggere.
    Di questo inizio mi viene da dire che se cresci in una strada i cui muri inneggiano alla cosa più sbagliata, l’unico senso che puoi dare al 708 è salirci per non tornare mai più e senza aspettare di essere tra i futuri 351 operatori sanitari.
    Ma questo lo capisce anche un bambino.

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  19. Gum

    Cosa rimane dei bambini di ieri nei grandi di oggi se non l’essenza d’uomo. Mentre le dimensioni di vita sembra non abbiano nulla in comune e i passaggi da una fase all’altra non appartengano alla stessa storia. ciò che resta è solo quel filo che le collega e le raggruppa alla fine di un viaggio che conduce nel medesimo luogo, lì dove si fa il bilancio definitivo che verifica lo stato dell’arte, nella speranza che l’attivo superi il passivo.

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