di Barbara Delfino
Cervaro è alla scrivania di Sciaccaluga quando questo entra in ufficio. Le scarpe sul ripiano, lo sguardo accigliato.
Mentre gli parla ogni accento napoletano sparisce, la voce si fa seria, secca. Sciaccaluga annuisce, comprende, inizia a collegare.
“Come intende procedere?”
“Sciaccaluga, ti ho risolto io il caso. Non ho voglia di fare tutto fino in fondo”.
“Vado, allora”.
Sciaccaluga, con la sua auto personale, arriva alle porte di Sanremo e viene quasi investito da un’autoambulanza che corre a sirene spiegate in direzione di Genova. All’albergo vede agitazione tra i poliziotti, una folla di giornalisti, fotografi. Riesce a raggiungere Cerami, che lo mette al corrente della novità. Salgono assieme su una volante, si mettono ad inseguire l’ambulanza, che ormai sarà arrivata all’ospedale San Martino.
É quasi mattina, ma dalla saletta interrogatorio del commissariato di PS di Pontedecimo non si intuisce. Tutto è coperto da una fitta nebbia di fumo di sigaretta.
Sciaccaluga si siede su una seggiola di plastica, la porta si apre, entra l’arrestato: Sciaccaluga si passa una mano tra i capelli, fa un respiro profondo prima di guardarlo.
(Nella foto: una bellissima, sconvolgente, ammaliante visione panoramica della città di Sanremo.)


il respiro profondo di Sciaccaluga….mi sembra di sentirlo!!!
Qual’è la sua auto personale?
me la immagino nera….lucida…..alta.
un’onesta fiat 1100 R.