39. La tua fiducia

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=fq6P83xnJrY]

da qui

Non mangi soltanto con pubblicani e peccatori. Ora, per esempio, hai accettato l’invito di Simone il fariseo. Cominciate a conversare: come tutti quelli della setta, è aggiornato in teologia. Vuole rendersi conto, forse, di quanto sia aggiornato tu. Passa da un tema all’altro con disinvoltura, citando la Legge, i Profeti e i testi dei rabbini. Ti diverte assistere a tanto sfoggio di cultura; ogni tanto gli fai un’obiezione delle tue e vedi che s’inceppa, maschera una certa irritazione, riprende il filo da un’altra prospettiva. Ti chiedi se riuscirà a toccare cibo, tra uno sproloquio e l’altro; tu stai gustando la pietanza, ma sei costretto a interromperti a tua volta per l’ingresso in casa di una donna, che ha in mano un vasetto di alabastro. Si avvicina in fretta, temendo che qualcuno le impedisca di entrare. Si accovaccia ai tuoi piedi, li bagna con le lacrime e li asciuga coi capelli lunghi e neri, che le arrivano alla vita. Apre il vasetto di alabastro e ti unge col profumo. Un’immagine ti attraversa la mente: è un giardino appena fuori la città, con un sepolcro nuovo e scoperchiato. Una donna si avvicina, come in cerca di qualcosa, anzi, di qualcuno, all’interno del sepolcro. Ma la tomba è vuota. Come farà a ungere il corpo di un morto che non c’è? Si piega ancor di più, ti bacia i piedi. Simone non riesce a nascondere la sua riprovazione. Cogli il pensiero che lo costringe a corrugare la fronte in un’espressione involontariamente comica: è questo il profeta? Il Nazareno che scaccia i demoni e guarisce ogni tipo di malati? Non si accorge di che razza di donna sia quella che gli bacia i piedi? E’ una prostituta! Lei ti guarda smarrita: Signore, dimmi dove l’hanno messo. Tu la fissi negli occhi: Maria! Ti abbraccia i piedi, e piange. Tu alzi lo sguardo, all’improvviso:
Simone, ho qualcosa da dirti.
Maestro, di’ pure.
Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a entrambi. Chi di loro lo amerà di più?
Suppongo quello a cui è stato condonato di più.
Hai risposto bene. Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei me li ha bagnati con le lacrime e asciugati coi capelli. Non mi hai dato un bacio, e lei non smette di baciarmi i piedi. Non hai unto d’olio il mio capo, e lei ha unto i miei piedi col profumo. I suoi peccati le sono perdonati, perché ha amato molto.
Ti sta stringendo i piedi, non vuole più lasciarli.
Non mi trattenere, il Padre mi aspetta. Ma va’, sei salva. Per la tua fiducia.

11 pensieri su “39. La tua fiducia

  1. bioraffaella

    Signore tu sei la Speranza per ognuno di noi ,tu sei la nostra Salvezza chi comprende questo non può non Amarti e avere Fede in te ,chi comprende questo non può non desiderare di seguirti lungo la Via.

    Rispondi
  2. ema

    “La forza e la fede ci conducono nel mondo che ci spetta. La debolezza e la sfiducia fanno di noi dei burattini manovrati dalle situazioni.”

    Rispondi
  3. pam

    Si cerca di amare come si e’ capaci, nei modi che si conoscono e che appartengono al nostro mondo. A volte, troppa trascendenza o troppa terra, nella speranza che Dio, tuttavia, legga la sincerita’ di chi e’ se’ stesso, senza maschere, anche nello sbilanciarsi.
    L’incontro tra cielo e terra e’ il punto di un equilibrio che matura in un percorso che ha voglia di uscire dai propri confini, per crescere e mettersi in discussione.

    Rispondi
  4. agnese

    “Chi di loro lo amerà di più?”
    Si,è vero. Si può dire-più ricevi,più ami; di più sei stato amato,di più riesci dare amore.
    Soltanto che,mi viene da dire una cattiveria. Noi umani spesso dimenticamo dei doni ricevuti,e facilmente si abituamo che “tutto mondo è per noi”. Diventiamo egoisti dimenticando Bene ricevuto e in conseguenza,”dimenticamo” del Amore gratuito.

    Rispondi
  5. pmartucci

    Voce, fede di donne, che cercano, amano Cristo, nei gesti e nei modi che possono, che sanno. Il loro amore non conosce e scopre il trattenere nel cuore, il “prenderò dimora in voi….”, conosce nella disperazione, nel distacco, nella lontananza la fiducia, la consapevolezza, da discepole che camminano dietro e vicino al Signore, la salvezza del perdono e della vita eterna.

    Rispondi
  6. M&C

    Gesù non si ferma alle apparenze, ma legge nei cuori e ne rivela le intenzioni: va in profondità ed ama nella verità.
    Lui è il primo che ci da fiducia, che comprende le nostre buone o cattive intenzioni, ci perdona gli errori commessi ed è sempre pronto a darci un’altra possibilità.
    Ci insegna come sia impossibile giudicare, se il giudizio non è fondato sull’Amore.

    Rispondi
  7. RossellaT

    Ma va’, sei salva. Per la tua fiducia.

    Grazie alla fede non esiste peccato che non incontri lo sguardo di compassione e misericordia di Dio.

    Rispondi
  8. robysda

    Perderla è come perdere in un gioco che ti fa a pezzi, fino a distruggerti, che regala punti alla tristezza, all’insicurezza, a tutto ciò che è buio, fino a trasformare il bene nella più profonda solitudine. La fiducia va protetta, anche quando sembra venir meno, è la terza dimensione per apprezzare la profondità dell’opera. E’ tutto ciò che unisce.

    Rispondi
  9. F

    LA TUA FIDUCIA
    Avrà mai compreso, la peccatrice, ai piedi di Gesù in casa di Si-
    mone il fariseo, la portata del suo gesto scaturito dalla sua pro-
    digiosa femminilità, dalla sua corporeità?:la bocca,le lacrime,i ca-
    pelli, una profusione sconcertante sul dolce Corpo di Cristo,una
    adorazione senza parole alla divinità celata, che in Gesù ha co-
    nosciuto il rifiuto, l’avversione, l’odio,l’ indifferenza ma, in lei, pec-
    catrice, l’amore e la passione d’amore, il suo riversarsi doloroso
    e dolce sul suo Corpo celeste e sull’Anima divina.
    Il nardo profumato è l’unica cosa estranea alla donna, qualcosa
    oltre il suo corpo di peccato versato sul Corpo di Dio, una nuvola
    odorosa quasi a celarla più che il suo stare dietro Gesù, rannic-
    chiata. Non si conosce il nome di quella donna, il suo ricordo è
    legato alla sua fama di peccatrice, un ramo curvo a terra ai pie-
    di del Signore, ma in un ritorno di giorno nuovo, una fioritura sco-
    nosciuta,ora così annullata sotto un cielo abitato da Dio spalan-
    cato su di lei, così vicina al purissimo Giglio delle convalli.

    Rispondi
  10. agnese

    Dio si fida di noi,ama noi e lascia liberi. Ma noi, con la Sua fiducia che facciamo? Non abbiamo deluso Dio?

    Rispondi
  11. agnese

    Mi piace questa pagina. Anche qua fariseo punta dito sulla prostituta dicendo: io sono giusto,migliore di lei. E anche qua Gesù risponde- non è giusto questo che pensa di se stesso che è giusto, ma è il cuore che deve essere giusto.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *