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da qui
La cosa che ti turba è quando ti sembra di dover ricominciare dall’inizio. T’eri illuso d’aver raggiunto i cuori, d’aver smosso qualcosa, finalmente; e invece ecco: ricerca delle sicurezze, cedimenti anche minimi che rivelano la realtà dei fatti, il desiderio più o meno consapevole di un’autonomia dal disegno del Creatore. Quando capita, ti cadono le braccia: sei tentato d’imporre condizioni rigide, tipo prendere o lasciare, lo vuoi o non lo vuoi, sì sì, no no, come ti piace dire. E’ l’unica maniera per fare passi avanti e affrancarsi dai lacci del passato. Sogni un popolo deciso che superi di slancio la soglia dei propri interessi personali, per lanciarsi nelle vie difficili tracciate dal Signore. Una logica ferrea, inattaccabile, ma la realtà è diversa: gente che arranca, il respiro spezzato e le gambe che cominciano a tremare. Vorrebbero rispondere al Progetto, ma sono attanagliati da paure, o frenati da residui egoistici che stentano a morire. Puoi solo sperare che la parola di Dio si faccia strada, nonostante.
A che cosa è simile il regno dei cieli, a cosa potrò paragonarlo? E’ simile a un granello di senape, che quando è seminato nella terra è il più piccolo dei semi, ma quando è cresciuto è il più grande degli ortaggi e si trasforma in albero, così che gli uccelli del cielo fanno il nido tra i suoi rami.
Li vedi sollevati: avevano intuito il tuo disagio e temevano i rimproveri; e invece ancora gli accendi una scintilla di speranza, sotto forma di seme da piantare.
A che cosa ancora lo paragonerò? Esso è simile al lievito, che una donna ha preso e nascosto in tre staia di farina, fino a che sia tutta lievitata.
Ora stai meglio, ti senti in sintonia con la pazienza di tuo Padre; riconosci, per l’ennesima volta, che lui soltanto ha la chiave per il regno.

Non si può scherzare con la vita.
Non si prende la vita alla leggera.
Devi vivere con serietà
con dignità
come fa lo scoiattolo,
non aspettarti niente
fuori della vita
e dopo la vita.
Tutto il tuo dovere è
la vita.
Devi vivere con dignità
fino al punto
che se
le tue mani fossero legate dietro
la schiena
e tu fossi al muro,
oppure
in un laboratorio
nel tuo camice bianco,
con enormi occhiali,
tu sappia, se occorre,
morire per uomini
che non hai neppure visto in faccia,
e farlo di tua spontanea volontà
perché hai capito che la cosa migliore,
la più certa
è la vita.
Devi vivere con tanta dignità
da potere, a settant’anni,
piantare un ulivo,
non perché
un giorno sia dei nipoti,
ma perché, avendo paura di morire,
tu non credi nella Morte
perché
la vita trabocca.
Nazim Hikmet
Prodigiosa, paziente certezza, è Dio. Fuori del tempo, segnale al rovinare dei secoli, attende. Amore di desideri, scava in sè abissi per la nostra pena, per la solitudine e la nostalgia che non trova quiete, “finchè in Lui non riposa”, spia ansioso che il granellino di senape racchiuso nel cuore, segua il suo “essenziale istinto” di farsi albero alla pioggia dello Spirito.
Un giorno conosceremo com’era, non visto, dietro il vestirci di chiome e il suo gioire del nostro amore ramificato, e il suo prepararci primavere sull’urlo delle tempeste.
Signore, chiave del nostro esistere, a noi che portiamo nella carne la morte, “rami senza verde”, e nell’anima la tua salvezza, orma di sangue, sei:
” ..Dio che in noi fiorisce
si espande, dilaga,
e poi torna a fiorire”
(Turoldo)
“Ora stai meglio, ti senti in sintonia con la pazienza di tuo Padre”
Non mi sento in sintonia con la pazienza né di mio padre! un po’ di più con quella del Padre.
ernestina.
grazie sempre.
Il Signore è paziente e misericordioso: il Suo grande Amore ci farà superare limiti ed incapacità.
Basta solo dare la nostra adesione, dire sinceramente SI al Suo Progetto, e Lui ci salverà.
Puoi solo sperare che la parola di Dio si faccia strada, nonostante.
“Forse dovremmo trovare un modo per aiutarci a vicenda, per crescere insieme”
Per me un grande dono queste parole, ricevuto oggi da una cara amica che ringrazio, approfittando impropriamente di questo spazio.
Il rabbi Gesù,
“.. è la voce del bosco al mattino”,
dispersa ai confini: “d’ossi di dattero gettati dalle frange estreme della folla”, sorprese da una Parola “che innalza alle stelle e ti trascina nella polvere”, voce inascoltata anche sulla croce, dal Padre, mentre è “docile lo stesso Iddio” ai figli perduti. L’amore più forte della morte, ha dato in mano alla morte, l’Amato: un torrente il sangue a germogliare la vita: “non cerchiamo ragioni al divino segreto”.
L’Amore, che nessun amore appaga, è fuori i cancelli socchiusi, o dietro le siepi, o in riviere d’azzurro:
“e poi solo nella grande pianura”..
..” mai finito di morire per noi”.
“Non abbiate paura di proclamare,in ogni circostanza il Vangelo della Croce. Non abbiate paura di andare controcorrente”
Giovanni Paolo II
“Non avere paura fare passi definitivi. Portare Vangelo nella nostra vita”
Papa Francesco
“Noi non possiamo permetterci di dare al mondo l’immagine di terra arida,dopo che abbiamo ricevuto la Parola di Dio”
Giovanni Paolo II
La cosa che ti turba è quando ti sembra di dover ricominciare dall’inizio. T’eri illuso d’aver raggiunto i cuori,
Pazienza e Perseveranza ,sono le stesse virtù della nostra Madre Celeste, virtù che possiamo ottenere anche noi se seguiamo il suo esempio!
“si trasforma in albero”
Siamo alberi, con midollo nel tronco.
Un po’ di linfa condivisa
e un albero fratello rifiorisce.
_Erri De Luca_
La chiave per il regno è l’incontro con Dio che ci attende con pazienza.