21. La risposta

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=45VCuxpV4pg]

da qui

La mattina del funerale di don Mario, le scie di due aeroplani s’intrecciarono, formando una croce, proprio sopra la zona della chiesa: come non vedervi un segno? Per tutto il tempo che vissi insieme a lui, fui attraversato da due sentimenti contrastanti: la gioia del contatto con un santo e un senso di colpa per l’abisso tra la sua abnegazione, fino al sacrificio, e la mia incapacità a morire, la ricerca sottile di modi con cui gratificarmi. Sei un poeta, ripeteva spesso; come dire: uno che sogna, dimenticando di calare l’ideale nella realtà di tutti i giorni. La distanza, in questo senso, era reciproca: mi stupiva la sua scarsa sensibilità alla letteratura, che amavo così tanto. Ricordo che stavamo assistendo alla trasposizione cinematografica dell’Amleto di Shakespeare; aspettavo con ansia il momento del monologo: quando arrivò, volevo godermelo parola per parola. Lui mi toccò la spalla, sussurrando: il bagno dov’è, secondo te?
Su questo punto, non ci saremmo mai capiti; ma lungi dall’essere motivo di separazione, fu il segno evidente di una complementarietà d’interessi e occupazioni. Il mio amico era concreto, coi piedi saldamente a terra; io viaggiavo con la fantasia e me ne uscivo all’improvviso con idee senza capo né coda, che vedevo trasformate in programmi dettagliati, resistenti al tempo. Don Mario era sobrio, comunicava lo stretto necessario; io ricamavo frasi e immagini come fossero bigiotteria da ricomporre in strutture sempre nuove; per questo, se alla gente occorreva un consiglio, lo cercava da lui; ma la chiesa si riempiva soltanto nelle mie celebrazioni. L’estetismo si scontrava col realismo della carità: quando lei usciva da un colloquio con la nostra guida, gli dicevo sempre: hai visto com’è bella? Lui si arrabbiava: era deciso a stroncare sul nascere le tentazioni. Non sapeva che proprio dal mio incontro con la sua discepola sarebbe arrivata, alla fine, la risposta.

11 pensieri su “21. La risposta

  1. pam

    Gli dèi ci creano tante sorprese: l’atteso non si compie, e all’inatteso un dio apre la via.
    (Euripide, Baccanti, 403 a.e.c.)

    Rispondi
  2. Clown: opinioni

    Oggi mi ha colpito più la forma del contenuto.
    Come lettore, in queste pagine mi sento spesso in balia di un vento forte che solleva parole e concetti, facendoli girare vorticosamente; socchiudo gli occhi, mentre sono alla disperata ricerca di un pertugio dove trovare riparo, di un bandolo della matassa dei pensieri. Mi sento un lettore dalla vista offuscata, sempre incerto sulla giusta direzione da intraprendere, la corretta interpretazione da dare. In quella bufera i miei commenti sono passi pesanti, costretto ad un tono deciso per non essere spazzato via da quel turbinio. Ecco, dunque, sorprendermi oggi di fronte all’apparente linearità dei concetti incontrati, trasparenti, temporalmente consequenziali; alla prosa calma, convinta del suo percorso che, infatti, pare condurre dritto verso una risposta.
    In un piovoso martedì di gennaio, da queste parti è sembrato un caldo pomeriggio d’estate, di quelli in cui un cane o un lettore non sente la necessità di abbaiare.

    Rispondi
  3. RossellaT

    La mattina del funerale di don Mario, le scie di due aeroplani s’intrecciarono, formando una croce, proprio sopra la zona della chiesa: come non vedervi un segno?

    Un segno che è la testimonianza di una vita di sofferenza vissuta nella santità ma che è anche un simbolo di amore e protezione per chi resta da solo con gli occhi in su.

    Rispondi
  4. gum

    L’idealismo può ispirare la santità ma essa deve necessariamente passare attraverso la carne.
    Don Mario lo sapeva.

    Rispondi
  5. toporififi

    Un santo mi dice: quella è una tentazione.
    Un utente mi dice: la santità passa attraverso la carne.
    A chi devo credere?

    Rispondi
  6. agnese

    “Per il corpo ammalato occore il medico, per l’anima l’amico: la parola affettuosa sa curare il dolore.”
    Menandro

    Rispondi
  7. robysda

    Non sapeva che proprio dal mio incontro con la sua discepola sarebbe arrivata, alla fine, la risposta

    Mi piace pensare ad una fantasia razionale, una forma dinamica e sognante di quanto più pragmatico e concreto possa esserci in un disegno di condivisione. Fantasia, elemento necessario per gettare le basi di un progetto sul quale lavorare tutti insieme, per costruire una comunità accogliente, che vada oltre le regole della dottrina che, seppur necessaria, da sola, non credo riesca a far esplodere e rendere attuale l’energia vitale della Parola.

    Rispondi
  8. F

    @ D. Fabrizio
    L’Amore è grande nè si esaurisce nè difetta donando, chiama interi popoli: “tu sarai il mio popolo e Io sarò il tuo Dio”, chiama l’uomo in ogni tempo, chiama dalla culla, Caterina da Siena, o sulla via di Damasco, Paolo, chiama Mario Torregrossa e chiama te: “con la tua natura di essere presente e amare”, è Il Donatore di una vocazione e il Maestro unico, assoluto, Lui solo e crocefisso.
    Il Signore ha voluto te, con i suoi talenti: intelligenza e cuore, la poesia, l’amore per il bello che si riflettono nella predicazione, negli scritti, nella passione per le anime, ti ha raccolto dal suo paradiso terrestre: la terra che Gesù stesso ha abitata, ti ha fatto rifiorire mille volte dai tuoi inverni devastanti, ti ha riempito di sole, di profumo con l’alito del suo spirito e trapiantato nel suo cuore al servizio suo e degli altri.
    La vocazione: una dilezione da vivere con lo slancio del proprio cuore, con la vertigine che passa segreta tra l’anima e Dio che compone capolavori infiniti di santità, soffiando dove e come vuole, con libertà e magnificenza.
    E poi: “sei un poeta”, grazie a Dio, anche Davide lo era, grazie a Dio; poesia: la possibiltà “di emigrare al di là del visibile”e la “gioia di cantare” anche per colui “che sposata ha una pena”; “l’estetismo si scontrava col realismo della carità”, la questione è una: tu fai la carità in modo bello e conduci le anime “per vie sconosciute fino al nascondiglio di Dio”
    Uomo, figlio dell’Altissimo e sacerdote: “ogni giorno un rischio”, ma il cielo è nella tua anima dove ultimo a morire è il dolore, straordinario dono per la chiesa, per il mondo, per ogni uomo, un avvenimento divino che io vivo in questo momento accanto al custode di un gregge al quale appartengo e non vorrei altro pastore se non quello assegnatomi, da tutti i tempi, da un Padre che mi ama e fa di questo: la mia gioia, un giorno mai visto prima.

    Rispondi
  9. Katrin

    “Cerco di osservare cio’ che ho sempre sotto gli occhi:
    il giardino di casa, la mia strada.
    E tutto mi sorprende.
    La vita e’ un’ inspiegabile magia”.
    Goethe

    La vita ci sorprende sempre!

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *