Provocazione in forma d’apologo 263

Sono al buio e hanno freddo, stanno aspettando senza nemmeno saperlo. Finalmente, come ubbidendo a un comando, le lunghe file si muovono: al passo, al trotto, al galoppo. Quando sono lanciati, da quell’orda si leva un orrendo belato.

Travolgono cani e pastori, ovili e macelli. Travolgono tutto. Quando si fermano, in piedi non resta più niente, difficile dire se il mondo di prima fosse davvero di ferro e cemento o non solo di cartapesta. Si fermano guardandosi intorno senza nulla vedere, senza nulla sentire, in un orrendo silenzio. Al di là del crinale ci saranno acque dolci, ci sarà erba tenera? È ancora troppo buio, chi può saperlo. E chi può sapere se tutti non siano ormai che belve carnivore.

12 pensieri su “Provocazione in forma d’apologo 263

  1. Giorgina Busca Gernetti

    Gentile Roberto,
    mi sembra la ribellione degli agnellini e dei capretti poco prima del pranzo pasquale.
    Dopo secoli di oppressione anche i più mansueti e deboli possono alzare la testa e…
    Come dici bene, che cosa ci sarà dopo?
    Buona Pasqua, caro Roberto!
    Giorgina

    Rispondi
  2. robertorossitesta

    Cara Giorgina,
    ammetto che è un po’ forte. Quando si ha a che fare con i sordi il rischio è di alzare troppo i toni, spero di non averlo fatto.
    Buona Pasqua a te,
    Roberto

    Rispondi
  3. Lucetta Frisa

    alza pure i toni, nulla è più drammatico della nostra “realtà” umana. Hai reso perfettamente,in pochi e gelidi tratti, quello che può assomigliare a un racconto fantascientifico della prima antologia di fantascienza che è uscito forse una ventina d’anni fa per Feltrinelli. Complimenti.
    Comunque Buona Pasqua e gli agnelli lasciamoli a casa loro(se ancora ce l’hanno).

    Rispondi
  4. robertorossitesta

    Cara Lucetta,
    grazie. Per non nascondermi dietro alla tenerezza che suscitano gli agnellini a quattro zampe, devo confessare che ho pensato anche a quelli a due zampe. E alla necessità, se non è troppo tardi, di non scatenarne la collera, che in primis ricadrebbe comunque sui loro aguzzini.
    Ancora buona Pasqua e ciao,
    Roberto

    Rispondi
  5. elisabetta bordieri

    “chi può saperlo”?
    già.
    solo la consapevolezza aiuta a vivere meglio.
    a prescindere dal buio o dalla luce.

    Rispondi
  6. robertorossitesta

    Cara Elisabetta,
    è verissimo che la consapevolezza aiuta a vivere meglio.
    Ed è altrettanto vero che contribuisce a rovinare la vita.
    Buona Pasqua,
    Roberto

    Rispondi
  7. gum

    Al di là dello stereotipo anche le pecore, se a corto di cibo e acqua, possono essere animali feroci e fare del lupo predatore un sol boccone.
    Anche da me Buona Pasqua.

    Rispondi
  8. robertorossitesta

    Cara Carla,
    se è destino non sarà reversibile, eppure speriamo sempre che lo sia, a volte facendo anche qualcosa per mutarlo (e spesso in questo frangente combiniamo disastri peggiori del male).
    Buona Pasqua anche a te,
    Roberto

    Rispondi
  9. robertorossitesta

    Gentile Gum,
    deve trattarsi di evento piuttosto raro e comunque non generato dall’efferatezza tipica dell’agire umano.
    Buona Pasqua,
    Roberto

    Rispondi
  10. Giulia Basile

    è ancora troppo buio… ma lo sappiamo tutti che stiamo andando verso la distruzione, è nella logica del Tempo, i lupi si faranno agnelli e gli agnelli lupi…anche i dinosauri, più grandi e più forti di noi non sono che polvere e ossa da Museo! Buona Pasqua

    Rispondi
  11. robertorossitesta

    Gentile Giulia,
    è nella logica del Tempo ma anche del nostro agire dissennato, in cui mettiamo un impegno speciale.
    Pure in ritardo, una Pasqua buona,
    Roberto

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *