10. Sguardo profetico

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E’ facile trovare una pecca del mondo moderno nella negazione dell’individualità, la massificazione che riduce a numeri, a consumatori, ad acquirenti di prodotti fatti in serie. Ciò vale anche a livello superindividuale e nazionale: è noto, per esempio, come il terrorismo internazionale sia manipolato da chi ha tutto l’interesse a destabilizzare la sovranità di alcuni stati, per prendere il potere sulle leve cruciali della politica e dell’economia. Il risultato è una strumentalizzazione generale dell’uomo e dei gruppi sociali, visti in funzione delle proprie mire, in un disegno perverso che sta portando alla fine della nostra civiltà. Il Vangelo indica un percorso esattamente inverso, attento alla singola persona, con speciale riguardo per gli esclusi d’ogni ordine e grado. Significativo, in questo senso, è l’incontro di Gesù con Zaccheo, nella città doganale di Gerico: il pubblicano, incuriosito dal profeta di Nazaret – al punto da arrampicarsi faticosamente sui rami di un sicomoro ai bordi della strada -, è interpellato con una cordialità e una fiducia disarmanti: Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua (Lc 19,5). E’ uno sguardo capace di andare al di là di tutti i pregiudizi, di raggiungere il cuore, smantellando timori e diffidenze. La società, invece, è costretta a ridurre la realtà entro schemi più poveri possibile, per creare i suoi target commerciali: siamo ormai abituati a sentirci solo cifre statistiche nei resoconti aridi dell’audience. Sin dall’infanzia, la persona è invitata a replicare un copione basato su un’idea quantitativa della vita, anch’essa screditata dai richiami di Gesù: Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde o rovina se stesso? (Lc 9,25). Solo un ascolto autentico dell’altro può scoprirne la vera identità, al di là delle scelte dettate, di frequente, da motivazioni insufficienti: Gesù vide un uomo, seduto al banco dell imposte, chiamato Matteo, e gli disse: ‘Seguimi’. Ed egli si alzò, e lo seguì (Mt 9,9). Vide un uomo, non un pubblicano: ecco il segreto di ogni sguardo profetico sull’altro.

12 pensieri su “10. Sguardo profetico

  1. ema

    Si può essere solo ciò’ che ci ha attraversato.
    L’unico modo per avere un’identità e’ lasciarsi attraversare dalla vita.

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  2. nino

    E’ vero , la società identifica la nostra essenza nel nostro lavoro , ci sostituisce con la nostra funzione pubblica e così riesce a “quantificarci” a “massificarci”. Ma forse si tratta di un diverso ambito , rispetto a quello religioso , che dovrebbe rimanere distinto .

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  3. agnese

    Sono usciti tanti libri, si organizza i corsi: come manipolare con la gente, e con questo tutto altro- come comportarsi, come guardare, parlare, vestirsi, come tenere le mani, come leggere dal comportamento di l’altro per aver sua attenzione,….
    Tutto questo per imparare usare la gente per suo scopo privato.
    Gesù non ha fatto nessun corso di manipolazione. Bastava Suo sguardo,una sola parola: Seguimi!
    Tutto con cuore puro, nel occhi la fiducia, sincerità, amore.

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  4. agnese

    “…ma di soltanto una parola ed io sarò salvata”- diciamo durante la messa. Ci vuole così poco- una parola di Dio per noi, per la nostra felicità.
    Nel confessionale il prete dice: io ti assolvo!; e noi ci sentiamo più leggeri, siamo felici.
    Senza manipolazioni, solo con il cuore puro, con amore

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  5. F

    ATTIMI DI SALVEZZA
    Sei lungo i sentieri della terra, Gesù, tua natura è amare questo giardino dell’uomo che produce “morenti cose” e un inconsapevole desiderio di salvezza. Filari di sicomoro sono per i cercatori di Dio e non c’è banco di gabella non oltrepassato dal tuo sguardo profetico come oltre “la polvere del primo uomo su cui spira lo spirito di Dio” a suscitare la sua immagine.

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  6. Ernesta Scappaticci

    ” Basterebbe che fissassimo nel nostro cuore queste parole e saremmo finalmente nuovi!!
    ” Solo un ascolto autentico dell’altro può scoprirne la vera identità.”

    ” Postfazione di Deborah Mega” al libro Ecco l’uomo”

    di Fabrizio Centofanti.
    Le persone belle non capitano semplicemente: si sono formate.
    La comprensione e la fiducia nell’uomo e nella vita, ispirano <>.

    ernestina.

    grazie sempre di condurci per mano.

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  7. agnese

    “Vide un uomo, non pubblicano”
    vedere nel prossimo un essere umano, senza giudizi e pregiudizi, senza condizioni se “conviene” parlare con questa o altra persona.
    Siamo tutti fratelli, e ogni uno di noi ha fatto suoi sbagli nella vita, ma ogni uno di noi vuole essere perdonato e trattato come umano, senza giudizi e pregiudizi.
    Questo che insegnava Gesù, amare senza condizioni.

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