20. L’altra guancia

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La dignità inviolabile, il rispetto dovuto a ogni persona, a qualunque coordinata del tempo e dello spazio, giustifica espressioni di Gesù altrimenti incomprensibili: Avete inteso che fu detto: occhio per occhio, dente per dente. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu fanne due con lui (Mt 5,38-41). Sono note le interpretazioni riconducibili a Konrad Lorenz – il lupo, quando si sente sopraffatto, porge il collo in segno di resa, per non venire ucciso – o alla saggezza popolare – la guancia destra si colpisce, in genere, con un manrovescio, che indica disprezzo: l’altro non è degno d’essere percosso col palmo della mano; porgere la guancia opposta significa costringere colui che aggredisce a riconoscere la dignità della sua vittima -; ma il senso più autentico sta nella reazione di Gesù di fronte al soldato da cui è schiaffeggiato durante l’interrogatorio col sommo sacerdote: Se ho fatto male dimostrami dov’è il male, ma se ho detto bene, perché mi percuoti? (Gv 18,23). E’ il contrario della vulgata buonista sul cristiano rassegnato a subire e a riconciliarsi troppo in fretta: Cristo permette all’altro di prendere coscienza di se stesso, di rendersi conto dei motivi che lo spinsero al gesto di violenza; non si lascia imprigionare in una logica infeconda, in cui il male è amplificato e protratto all’infinito, anziché combattuto ed estirpato; non chiude il cerchio sul vicolo cieco del muro contro muro, ma riapre a un cambiamento, possibile soltanto nel dialogo con gli altri e con se stessi. E’ un modo per promuovere la dignità dell’altro, perfino del nemico, rifiutandosi d’identificare il prossimo col male che compie, riconoscendogli la libertà di seguire un’altra strada.

7 pensieri su “20. L’altra guancia

  1. agnese

    “La pace è un dono di Dio, ma richiede il nostro impegno. Cerchiamo di essere gente di pace nelle preghiere e nei fatti.”

    Papa Francesco

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  2. Ernesta Scappaticci

    ” E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu fanne due con lui (Mt 5,38-41).”

    Ieri sera, uscendo dal nostro centro, ho visto un uomo seduto accanto all’ultimo degli ultimi: lo stava ascoltando (accompagnalo per un miglio e anche due miglia ) per calmare la sua sete d’amore e di disagio che la vita” gli ha dato “!
    Lui gridava forte, forte, come fa sempre quando il Nemico riesce ad entrare in lui.
    L’uomo seduto accanto a lui, era proprio Cristo, stava portando su di se la croce, e come nel deserto lo stava scacciando.
    Che bello vedere Gesù nell’uomo!! ci fa” credere “ci fa” sperare ” ci fa ” Amare” questo Dio tenero che ci ascolta sempre e ci cammina accanto come un’amico, ci porta per mano, e la stringe fino a quando sente la sua anima liberata.

    ernestina.

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  3. agnese

    “occhio per occhio, dente per dente”. Oggi la legge non scritta è: se qualcuno ti toglie occhio, uccidilo.
    Dio vuole che viviamo tranquilli in pace e con amore, ma noi preferiamo vivere con la legge della giungla- sopravvive questo che è più forte e più furbo. In cambio di crescere con l’intelligenza, noi stiamo tornando indietro.
    Mi sa che Einstein aveva ragione dicendo: non so come si finisce la terza guerra mondiale, ma lo so come sarà la quarta- la gente combatterà con le mazze.

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  4. agnese

    Ma qualcuno ha provato rispondere alla violenza con amore? Io sì. Effetto è incredibile. Attaccante rimane imbarazzato più di come forse dopo la sua sconfitta.

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