Gabriela Fantato, ENIGMA, ventidue invocazioni – DialogoLibri 2000
La storia di queste poesie è fatta di incontri: con l’artista Coca Frigerio, che aveva ridisegnato le carte dei XXII Arcani Maggiori a partire dalle enormi forme granitiche che abitano il Sacro Bosco di Bomarzo a Orvieto; con Carlo Galante che, leggendo i testi di Gabriela Fantato compone delle musiche; con altri artisti: attori, musicisti, cantanti, disegnatori, che allestiscono uno spettacolo andato in scena a Sondrio, Milano, Roma.
“E’ la rigenerazione, la metamorfosi custodita nei simboli e impressa nei mostri arcani di Bomarzo che ho cercato di afferrare in queste poesie che invocano una sapienza invisibile, inscritta nel visibile”, dice Gabriela nella nota introduttiva.
Così l’ambivalenza del mito, la sua natura polisemica – rigenerazione – perché filtrata dallo sguardo che guarda tutte le volte una cosa diversa, riportando le nuove sfumature della luce, l’ambiguo formarsi dei pensieri e la sfuggevolezza del mondo. Così il volo della farfalla è, nello stesso tempo, (la Ruota della Fortuna) che tutto muove come
misura dell’andare è il volo
che accoglie del domani il riflesso (p.7)
Così (l’Eremita) nella sua ricerca di infinito non può che fare riferimento al senso circolare del tempo, l’unico che ci è dato veramente di percepire:
non della luce il raggio va inseguendo
ma al centro sta confitto
nel tempo che dilata e che restringe
le ore che ci scorrono sui fianchi (p 9).
Queste 22 invocazioni, dunque, colgono nella loro struttura formale l’aspetto assoluto del mito e nello stesso tempo la sua ambivalenza, il suo doppio. I testi sono centrati nella pagina come epigrafi scolpite sulle lapidi o sui muri delle piazze, a suggerirci la necessità di una precisazione, dell’immagine assoluta. Tale è in effetti l’archetipo, se vuole durare in eterno. Ma il titolo di ogni poesia rimanda, in fondo alla pagina, a un secondo titolo; come uno specchio, un rovesciamento, un’immagine speculare dello stesso testo.
Questa immagine speculare è ciò che sa cogliere il riso, la maschera che mostra il suo doppio, mentre il mondo edifica certezze. Di questo ribaltamento si fa carico l’ultima poesia della raccolta, la risata del giullare, il Matto che
(nudo nel suo passare, lacera la ragione
giullare alla vita ha il potere in scherno
e di sberleffi è ricco
mentre al mondo intero urla la sua parola) (p.28)
Che è, forse, una metafora dell’arte, laddove questa ha bisogno di indicare un altro luogo, un altro linguaggio: costruire una nuova geografia partendo da immagini, deformazioni della realtà che mostrino le cose in uno specchio, l’unico modo per attuare una riflessione ontologica sull’Essere e sulle cose. E’ la poesia che compie questo compito nei termini, tuttavia, di una disillusione, di un sincero e doloroso ribaltamento dei miti – che è poi il tema di questi testi: mentre La morte rinnova, l’alchimista trasforma.
I ventidue arcani maggiori dei tarocchi sono immagini del destino, immobili, immutabili, archetipi, appunto, da interpretare a seconda della fatica e della luce che mescola le nostre esistenze. Ed è questo un esercizio della poesia a leggere i segni dei tempi, sapendo guardare con occhi allucinati ed esatti nello stesso tempo, perché in un gioco di contrari
in bilico nel centro esita
chi del troppo cerca misura
chi indugia in ombre a sole alto (p.20)
Con questo procedere ritmico e sapienziale parlavano le sibille. Il pensiero alchemico insegnava, attraverso immagini potenti, il gioco del perdersi per poi trovarsi, la via aspra del destino. La necessità del Male per conoscere il Bene.
se ruoti attorno alle pupille
scorgi le oblique vie ancora non avute
(allora saprai perdere per sempre ritrovare
saprai il viaggio che mai la mente scorda.)
se perdi la via retta scopri l’eterno andare
che tutto il mondo affatica
dal sasso inerte al volo e la farfalla (p.17)
Sebastiano Aglieco


Sempre puntuali e mirate le tue analisi Sebastiano. Complimenti!
Un caro saluto
leggerò, con calma…
Luca, sei più veloce della luce!
😉
Carla avevo aperto il blog e mi sono “beccato” il post in diretta! A me piace sempre molto leggere… 😉
Buona serata
Fantastico!
La diretta!
Buona serata a te…
e preparati a dormire nell’armadio seicentesco!
;:-))
Però è bello – esitare – in bilico nel centro.
Provare per credere!