in un punto sento
come dei capelli
volanti e attorcigliati
che ridono a mezzo cielo
e mi dicono sottovoce
ma dentro è una picconata
che la vita è nata
come una scossa
laggiù nelle terre
degli altri dove
si sentono ancora
schiocchi di fucile
violenti nelle selve

la nascita e i capelli
due parole che si attorcigliano
nella tua visione…
Ciao
io, invece, leggendo questa poesia ci vedo tutte le immagini che il poeta vuole dire.
Sono poche le volte in un cui una poesia mi fa vedere delle immagini e mi risulta evocativa di un pensiero comune con il poeta, non so come dire.
sarebbe stato troppo riduttivo dire che mi è piaciuta e basta allora ho detto le cose come mi vengono non essendo nè poeta nè letterato.
buongiorno.
Bevitore Incallito,
meno male che non sei né poeta né letterato!
tante volte penso che il fine di chi scrive dovrebbe essere quello che tu hai già raggiunto da un po’, godersi appieno quella condivisione che un testo come questo di Emanuele può suscitare
(ti parlo da uno che quel fine non l’ha ancora raggiunto, e soffre sotto il peso della propria poetica e delle proprie velleità – ma sono speranzoso…)
buongiorno a voi!
Mario