D’estate, alla fine di ogni sua giornata lavorativa, Marco Cedratti andava sempre a fare una nuotata.
Era il momento che maggiormente aspettava. Non al mattino, il mattino scorreva sempre con una leggerezza non voluta, con una facilità per molti versi inaspettata. Ma già sul principio del pomeriggio, immediatamente dopo la pausa pranzo, gli saliva con lentezza tra i pensieri l’immagine dell’acqua liscia e della costa silenziosa, insieme al bisogno d’uscire, di risalire le correnti di bagnanti che tornavano a casa e di recarsi sul litorale.
Da saltuaria pratica estiva, nuotare era divenuto col tempo il suo attimo di personale scollegamento dal resto del mondo. Continua a leggere
Archivi autore: matteotelara
Nulla d’interessante fuori dall’assorbente
C’erano due uomini seduti su due sdraio di fronte al mare. Uno era mio padre.
Aveva i capelli bianchissimi – nella luce del sole parevano cristalli – e un paio di para-lenti scuri che teneva abbassati a quarantacinque gradi sugli occhiali da vista.
Indossava zoccoli alti e vecchi, gli stessi che fin da bambino gli avevo visto mettere ogni domenica per venire in spiaggia, e un paio di calzoncini azzurri. Con una mano, continuava ad accarezzarsi il naso scarnificato dalla malattia e dal caldo.
“Quest’anno è arrivata molto più tardi” gli sentivo dire.
“È per via dei cambiamenti climatici.”
L’uomo di fianco a mio padre era suo cugino. Avevano la medesima età, erano cresciuti a poche strade di distanza, ma i suoi capelli erano leggermente meno bianchi e la postura pareva più arcuata.
Se ne stavano seduti lì da quasi un’ora, a guardare le figure di passaggio e ad asciugarsi la fronte dal sudore. Sembravano due statue, da tanto poco si muovevano. Continua a leggere
Una cultura del leggere che entri nelle strade.
In un articolo di alcuni mesi fa Boris Groys sosteneva che la direzione presa dall’umanità conducesse verso un nuovo totalitarismo globale, un nuovo ordinamento e, secondo certi filosofi, addirittura verso una nuova politeia platonica.
A detta dello studioso, se nel ’900 sono state realizzate le aspirazioni utopiche del secolo precedente (coi risultati che tutti conosciamo) nel XXI sembriamo essere tornati indietro al XIX secolo: libero scambio globale, terrorismo, pirati, guerre coloniali, culto delle celebrità, fashion magazine. Le uniche differenze, sottolinea Groys, “sono i film al posto dei romanzi.” Continua a leggere



