di Marilù Oliva e Laura Costantini
Questa ricerca nasce da un confronto privato durante il quale sono emerse alcune riflessioni sull’editoria e la scrittura al femminile. Volendo approfondire l’argomento, abbiamo interpellato alcune donne (scrittrici, giornaliste, blogger, studiose di storia delle donne) e abbiamo posto loro una domanda. Avvertiamo senza ricorrere a troppe statistiche (comunque essenziali) che gli autori sono in sovrannumero rispetto alle autrici, ma non crediamo che questo fenomeno si riesca a spiegare con una risposta univoca o ricorrendo al vittimismo. Grazie ai contributi che seguono è stata evidenziata una pluralità di punti di vista che rendono la risposta complessa e ci portano a considerare diversi fattori.
La domanda posta è la seguente:
Pensi che nell’ambito editoriale ci siano le stesse possibilità e gli stessi trattamenti per un uomo e per una donna o pensi che questo, come molti altri ambiti, sia contraddistinto da una forma di differenza (preferiamo non chiamarla discriminazione)?
Come si spiega allora la presenza consistente di autori maschi in libreria (cfr. Indagine Istat http://www.calamandrei.it/editoria.htm o siti delle più importanti case editrici – ma anche quelle minori – alla pagina “autori”), in contrasto con la tendenza che vede prevalere le donne tra gli aspiranti scrittori (dato emerso da un sondaggio effettuato tra 10 scuole di scrittura italiana e seminari) e tra i lettori (cfr. Indagine Istat e tabella p. 48 di “Libri e Riviste d’Italia”: http://www.bv.ipzs.it/bv-pdf/007/MOD-BP-07-4-12_542_1.pdf)?

