
La scuola italiana, chiusa per l’emergenza sanitaria, ha attivato ove possibile la didattica a distanza. 6,7 milioni di studenti ne sono raggiunti, mentre 1,6 milioni non ne possono usufruire. Ricorriamo a tutti i mezzi a disposizione per non interrompere la relazione educativa con i nostri allievi. Ma adesso che la stiamo praticando lo possiamo dire per esperienza: la didattica a distanza non è scuola, la scuola richiede prossimità. Diciamolo chiaramente per sconfiggere, dopo il coronavirus, il virus dell’ignoranza e della diseducazione. Sul tema vivalascuola propone una riflessione di Giovanna Lo Presti e, tra i numerosi materiali disponibili in rete, le riflessioni-esperienze di Paolo Piccolella e Flavia Franco. Qui testimonianze da scuola primaria, secondaria, corsi serali.
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