
[I due testi inediti che presentiamo sono come due “cronache” della vita nel “far west” del ponente nel secondo dopoguerra, e rappresentano solo una delle molte vene dell’autore.]
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Vietato incontrarsi di Guido Seborga
Bordighera alta con le case antiche lavate dal vento risplende nella tersa giornata invernale. Le palme sono piene di vento. Gli ulivi ritorti. Verso sera l’atmosfera s’arrossa, il ponente si calma come sconfitto dalla nascente notte. Dallo spiazzo aperto sul mare e sull’ampia prospettiva della costa stretti carruggi salgono alla chiesa con gradini bassi e lunghi di mattoni rossi, la chiesa è in una piazzetta stretta da case. Un carruggio era percorso da un uomo, trent’anni poteva avere, piccolo di statura, col volto pallido e gli occhi neri febbrili, vestito di nero; sembrava particolarmente eccitato, come dovesse compiere qualcosa di eccezionale. Finiti i lavori quotidiani i coltivatori stavano rientrando alle loro case, abbandonando le serre sulle colline, e le fasce coltivate sul terreno arido e pietroso. I pescatori erano già scesi al mare, dove si accendevano le prime lampare.
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