Archivi tag: Howard Skempton

56. Buono a nulla

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Non ti senti tranquillo, è naturale. Quanti errori avrai fatto nella vita? Ti riesce difficile affondare lo sguardo nella nebbia degli anni. Quando è scattata la molla del potere? Cos’ha innescato il meccanismo perverso che ti ha ridotto a questo punto? Dovresti fermarti, concentrarti. Tuo padre non ti ha mai stimato, diceva che eri solo un fannullone, un buono a nulla. Continua a leggere

55. In cambio

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Perché sei venuta fino a qui? Non ne potevi più dell’uomo che ti chiedeva un sacrificio: la vita è così breve e ne hai goduta così poca. C’è un silenzio irreale, tra le piante rade, a tratti, per l’incendio che ha divorato la pineta. Dimenticavi  il passato mentre ti stringeva e tu dicevi arriverà qualcuno e lui ma che t’importa, le stelle erano occhi discreti che fingevano di guardare altrove, gli uccelli notturni conversavano piano, la luna vegliava come una madre preoccupata per i figli. Continua a leggere

52. Una chitarra

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Uno dopo l’altro: gioiellerie, supermercati, banche.
Vieni, sbrigati!
Passamontagna, calzamaglie, caschi: ma quante te ne inventi, Marius?
Sfondalo, dài, non stare lì come un babbeo.
Sei diventato abile: scardini sbarre, mandi in mille pezzi vetrine con cristalli rinforzati, possibile che non ci prendano? Prima o poi capiterà.
Avanti, riempi il sacco, fatti dare il codice della cassaforte. Continua a leggere

50. Nel suo guscio

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Perché sei tornata? Quale forza ti spinge a ritrovare questa piazza, l’ovale che già comincia a gremirsi di gente, di risate, di grida di ragazze? Hai bevuto di nuovo, Dalia? Cosa stai cercando veramente? Fai la fila al botteghino quasi in trance. Ti vengono pensieri malinconici, il male si è annidato nel passato e ancora oggi si affaccia col suo ghigno. Possibile che siano tutti felici tranne te? Guardali bene, impara a leggere i pensieri. Potresti riuscirci? Osserva il giovane che ascolta la musica con le cuffie e scuote la testa con lo stesso ritmo: da cosa sta fuggendo? Non sarà stato ferito anche lui da genitori distratti, non starà pagando il prezzo di un amore sbagliato, di un tradimento che ha generato violenza, cinismo, ribellione? O il tipo maturo con lo sguardo fisso verso il nulla: quali immagini lo stanno visitando? Prova a calarti nel suo vestito grigio, nei capelli spettinati che sembrano lanciare un appello a una libertà perduta, che si trascinano la polvere di un ufficio contabile del centro, dove tra colleghi ci si guarda di traverso, dove uno che decide di aprirsi, di compiere un gesto generoso è accarezzato da una smorfia di disprezzo: povero illuso, ancora credi nel sogno d’incontrarsi, di condividere qualcosa? O la ragazza con la testa reclinata che pare si debba addormentare in piedi da un momento all’altro: perché è venuta sola? Possibile che non abbia trovato uno straccio di compagno con cui spartire un frammento di bellezza nel cielo plumbeo dei giorni tutti uguali? Continua a leggere