Si legge col piacere leggero di una girata in bicicletta questo racconto lungo di Michela Murgia, a conferma di uno stile agile e ben calibrato, capace di dipingere con toni ora ironici ora poetici la vita estiva e la maturazione di un gruppo di tre amici in un paese di fantasia, Crabas, che si richiama con un simpatico scambio di lettere al luogo in cui l’autrice stessa è nata e tuttora vive (Cabras, ndr).
La storia si costruisce attorno ai giochi dei tre ragazzini, al senso d’appartenenza della comunità di cui fanno parte e agli eventi che la metteranno in discussione quando, per una sciocca ripicca tra clerici, verrà deciso di creare una seconda parrocchia in un territorio che a memoria d’uomo ne aveva avuta sempre una.
Memoria d’uomo, appunto: perché le componenti dell’oralità e del racconto tramandato e quelle della tradizione e dell’identità date per scontate si scontrano qui con Continua a leggere
L’incontro di Michela Murgia
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