di Massimo Sannelli
[lettore, tutto è in tutto. e dire “non c’è niente che non sia poesia” è esagerato, *forse*; ma non c’è niente che non possa visto *anche* dal punto di vista della poesia, che istituisce le sue filologie fantastiche, o i suoi scandagli, o il suo delirio. il primo testo, che segue e uscì su una rivista da combattimento – che altro significa *militante*? – è quasi un allegato interiore ad un dubbio sugli «intellettuali», e indirettamente sulla scrittura, attraverso il paradosso – vero –dell’intellettuale-filologo-archivista che si sforza di negare l’evidenza dell’Olocausto. non è che la cultura salvi *di per sé*, allora. e il tema ambiguo della forza – dalla «disperata vitalità» alla «banalità del male» – è sempre implicito, anche nelle *humanae litterae*. qui trovi il primo allegato di una cosa che si chiama ancora «scuola di poesia», ed è bene che si chiami così: nel prossimo, o in uno dei prossimi, vedrai che la scorza si ingentilisce, e diventa fiori o «lezioni inevitabili» della natura, non *sulla* natura] Continua a leggere
