La sofferenza ci sintonizza con la lunghezza d’onda di Gesù. Solo se luce e ombra si connettono accade il miracolo della completezza. Non bisogna aver paura di aprire la porta su se stessi.
Siamo piccoli strumenti nelle mani di Dio: la nostra ombra è rischiarata dal Suo sole, e si rivela come creatura, come figlia. Figli nel Figlio: è questa la nostra identità.
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