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Questo posto ti cambierà

La realtà delle cose non si cela di fronte agli occhi dei ciechi.
Non ce n’è alcun bisogno.
I ciechi disegnano geometrie meravigliose, intrecciano parole su pensieri impossibili, penetrano i contorni degli oggetti come palombari pazzi, e visionari, che si calano tra le crepe dei silenzi a rinvenire verità. Nulla sfugge allo sguardo di un cieco. Sono nuotatori talentuosi. Ma solitari. Che vedono in profondità sconosciute.
Li senti sprofondare nelle cose e riemergere intatti, con le mani aperte a mostrare ciò che hanno rinvenuto, donando a chi ha occhi per vedere entità fatte di materia nuova: accolgono ovvietà, restituiscono sogni.
Johnni sentì il tocco leggero e vellutato quasi sciogliersi attorno a lui mentre cominciava a capire queste cose.
Il vuoto, prima.
La luce. Poi.
E tenne gli occhi sbarrati il tempo sufficiente per giocarsi dell’alba e dei suoi inganni.
Perché la luce signori, la luce ama giocare. Saltella tra gli oggetti screditandone l’identità, delinea e cancella, omette e rivela, è illusionista per vocazione e realista per mera necessità.
La luce, credetemi. La luce nasconde le cose più di quanto sappia fare il buio.
E abbracciato a se stesso nel pozzo del suo respiro, Johnni l’aveva inchiodato al suo tavolo trasparente questo croupier conformista con l’animo del baro, e la vedeva come non l’aveva vista mai, l’ammirevole Corte dei Miracoli che si avviava sul luogo di lavoro a montare la realtà. Continua a leggere

Quello che vedo.

Se ne sta ritto in fronte a lui a parlare.
“Sai cosa vedo?” domanda.
“Vedo il regno delle possibilità negate. La più alta forma di vita brulicare all’ombra di se stessa. Vedo tribune politiche. Vedo fiumi di parole straripare su terreni resi sterili da infinite colture. Vedo incapacità d’evoluzione, e ne vedo l’inutilità.
Da migliaia di anni vedo discutere persone di questioni sulle quali è già stato discusso abbastanza. Vedo maggioranze, e vedo minoranze che aspirano a divenire maggioranze. Vedo la lotta dei popoli contro i popoli, uomini contro uomini, e idee contro idee. Vedo il fascino della lussuria e la volontà di potenza e le ambizioni di conquista, e il desiderio di possesso. Vedo istinti incravattati che hanno preso nomi altisonanti ma tali sono rimasti, trattenendosi, incattivendosi, denigrandosi. Secoli di violenze e crudeltà, e patti stracciati, e accordi non mantenuti, e su tutto vedo carovane di promesse che sono crollate come polvere di fronte al concedersi della Bellezza o alla tentazione del Potere.
Lo fissa.
“Tecnologicamente avanzata. Finemente mascherata. Sottilmente affinata…”
Vuoi davvero sapere quello che vedo?
Sorride e gli si fa più appresso, sussurrandoglielo appena.
“È una lotta per la sopravvivenza quella che continuo a vedere, Johnni.”

[Frammento tratto da Totem, Edizioni Clandestine, 2003, per ricordarmi(vi) quello che continuo a vedere anche nell’agosto del 2011]