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da qui
Ennesimo matrimonio, questa volta all’aperto. Siamo d’accordo per le sedici, ma in sacrestia risulta alle sedici e trenta. Non c’è anima viva e bisogna ancora sistemare tutto. La sposa, friulana, arriverà puntuale, sarebbe un trauma se trovasse questa scena. Come uscirne? Ci impegniamo tutti disperatamente, compresi lo sposo e il celebrante, cioè io. E’ la prima volta che, fuori parrocchia, preparo un matrimonio prima di presiederlo: una strana sensazione. Mi viene da pensare all’insensatezza dei ruoli definiti, all’idea inveterata che ognuno debba fare la sua parte. Il segreto della vita è fare anche la parte degli altri, quando il mondo è in ritardo. Come accadde in quell’ennesimo, sgangherato matrimonio celebrato nella città di Cana, tanti secoli fa.
