Posto due poesie di Primo Levi tratte da Ad ora incerta (Garzanti, 1990) in occasione della Giornata della Memoria.
“Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case;
voi che trovate tornando la sera il cibo caldo e visi amici:
considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce la pace,
che lotta per mezzo pane,
che muore per un sì e per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome,
senza più forza di ricordare,
vuoto gli occhi e freddo il grembo,
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato.
Vi comandate queste parole:
scolpitele nel vostro cuore
stando in casa,
andando per via,
coricandovi, alzandovi,
ripetetele ai vostri figli,
o vi si sfascia la casa,
la malattia ve lo impedisca,
i vostri cari torcano il viso da voi”
Il tramonto di Fossoli
Io so cosa vuol dire non tornare.
A traverso il filo spinato
Ho visto il sole scendere e morire;
Ho sentito lacerarmi la carne
Le parole del vecchio poeta:
“Possono i soli cadere e tornare:
A noi, quando la breve luce è spenta,
Una notte infinita è da dormire”.
7 febbraio 1946

A costo di apparire fuori luogo chiedo proprio qui se la recente legge approvata dal parlamento, che individua nella negazione della Shoah un crimine e l’ultima esternazione del persidente Napolitano, che identifica antisionismo e antisemitismo, vadano in direzione del giusto rispetto per un popolo che ha sofferto o siano invece il modo migliore per fomentare il risentimento nei confronti dello Stato di Israele e di chi vi abita.
Omaggio dovuto e indispensabile. Oggi in classe abbiamo ascoltato e cantato il famoso testo di Guccini. Mi sentivo un po’ anni settanta, e dalal conversazione con i bambini ho percepito in maniera dramamtica la lontananza del tempo, l’assoluta necessità del ricordo
Sebastiano
Sempre Primo Levi diceva :”Il fatto che sia accaduto non vuol dire che non possa riaccadere”. Penso che questo sia il dramma che stiamo vivendo e può essere riferito non solo all’Olocausto (che poi dal ’46 si è comunque manifestano in altre forme e guerre) ma ad una perdita di valori a cui stiamo assistendo.
Bertolt Brecht disse anche: “E voi imparate che occorre vedere e non guardare in aria; occorre agire e non parlare. Questo mostro stava,una volta,per governare il mondo! I popoli lo spensero,ma non cantiamo vittoria troppo presto: il grembo da cui nacque è ancor fecondo.”
Vi consiglio una visita al Museo-Monumento al Deportato di Carpi.
Sono stato a lungo indeciso se postare Primo Levi o Brecht, poi alla fine ho optato per il primo in quanto meno noti i suoi versi. Brecht, a mio parere, è stato un grande poeta. Mi ricordo che piaceva assai alla mia maestra che ce lo faceva leggere e imparare a memoria alle elementari. Mi auguro, tornando a quanto ha scritto Sebastiano, che anche oggi lo facciano le maestre, i professori.
Ho risposto nei commenti al mio post sotto… chiudendo, anch’io, con il Ricordo. Bravo Luca.
La prima poesia è fra le più belle pagine della letteratura contemporanea italian di ogni tempo, in assoluto.
è stata una cosa orribile ma spero che non succeda niente …….pace a tutti
io sono un alunno di 5° elementare e la poesia se questo è un uomo lo recitata quindi imparata a memoria e nn me la scorderò mai pensando a quei bambini com me che sn morti innocentemente….
chi ha fatto del male non venga punito ma viva nell’eterno dolore…
Poesia con parole di angosciante ferro per tutto il peso della loro, nostra, mondiale verità! Che non ci sia più bisogno di parole simili,anche se la speranza stessa non ha più la forza alata di riuscire neppure a promettere!
Cristina.
QUESTA POESIA,A NOI ALUNNI DELLA CLASSE 5° DI MONZONE IN LUNIGIANA, HA SUSCITATO GRANDE EMPATIA VERSO TUTTE LE VITTIME DELL’OLOCAUSTO E TRISTEZZA PER LA MORTE DI BAMBINI INNOCCENTI,ED IGNARI DELLE CAUSE DELLA LORO MORTE.Speriamo che nessuno si dimentichi di ciò che è stato….
Per me il Giorno della Memoria è dolorosamente sacro.
Il mio umile tributo a quegli innocenti è all’URL:
http://giorginabusca.splinder.com/
alla pagina 26 gennaio 2011
Giorgina Busca Gernetti
poter leggere e riflettere sulla storia e sulle testimonianze di coloro che hanno tramandato la memoria dllla shoah è una commovente partecipazione umana e spirutuale della sofferenza dell’uomo,della dignità e dell’amore che restano nell’anima e nel cuore di ciascuno a seconda di come si assimila e la si sente