di Cristina Babino
Officianti blu
in odore di officina
ministeri allineati
in liturgia operaia
quotidiana
reazione a catena
di montaggio.
Il turno rituale esausto
pronuncia la giornata
eppure gli anni
il livello e la mansione.
Sopra il nastro stretti
in logica metalmeccanica
i pensieri di Nadia
in successione
ordinati per data
di scadenza e tassi debitori
oppure per associazione
di idee e categoria
l’auto nuova
prima rata a settembre
il premio vinto –
dell’assicurazione.
La sirena non incanta
ma distrae
l’esercizio mentale
a un precariato stabile
nostalgia di scala mobile
in tempo di mobilità.
Dinamismi inerti
d’ingranaggio
sottraggono l’affanno
a ricercare
il senso lato e latitante
Il lavoro rende liberi.
(Immagine tratta da “Metropolis” di Fritz Lang)


simboli di dolorosa quotidianità in linguaggio scarnificato: il tuo stile scova angoli veri. e li dilata.
fabrizio
Bravi entrambi 😉
Sopra il nastro stretti
in logica metalmeccanica
i pensieri di Nadia
in successione
oppure per associazione
di idee e categoria
l’auto nuova
prima rata a settembre
il premio vinto –
Dinamismi inerti
d’ingranaggio
La sirena non incanta
ma distrae
l’esercizio mentale
a un precariato stabile
scusandomi per l’estrapolazione di quello che per me è questione, sottolineo come questi versi (i portanti, a mio avviso) siano esaustivo cortometraggio della moderna condizione anfibia ormai non solo più giavanile.
davvero starebbero bene in pellicola i pensieri di Nadia essa stessa sirena con aspettative deluse contro l’altra sirena dal suono deludente perchè sottocosto, intrinsecate entrambe ed entrambe inibite nella volontà da una società economica soffocante, sempre meno meritocratica, sempre più obelicata a poche gugliate di potere.
a rileggersi
paola
ho un debole per questa poetessa