da “Sotto le ghiande delle querce”, 2006-2007

*

è stato tradito il panico in un’eclisse

per la luce, dopo, senza capienza

la resistenza nella stanza

la conca nella tonaca.

amanuense di tasti stia la breccia

cicala di sé all’almanacco

coma nella mano

mano del coma.

*

(Marina Pizzi, inedito)

5 pensieri su “da “Sotto le ghiande delle querce”, 2006-2007

  1. fabry2007

    la tua scrittura, Marina, è un lavoro sul linguaggio impreziosito da una raffinata cultura e da un’acutissima sensibilità. l’amanuense di tasti crea effetti sempre nuovi, con lettere che si richiamano da prospettive ogni volta diverse. un alfabeto della vita, non solo poetica, ma profondamente umana: sempre sospeso in un silenzio quasi monastico, claustrale (in contrasto singolare con la simpatica lirica di Mauro, proprio qui sotto).
    fabrizio

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  2. massimo sannelli

    e proprio questo AMANUENSE DI TASTI (e, per estensione, di TESTI) ricorda quanta scrittura nasca come in trance, mentre le mani toccano tasti, nel silenzio “monastico, claustrale”, e poi la mente vede le parole sullo schermo, e le riconosce dopo, dopo… la mente che è anche la “mente musicale”, e fa affiorare parole simili e quelle che i tecnici chiamano paronomasie e calembours – e che invece sono tentativi di strappare un senso, un altro brano di senso… Grazie
    massimo

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