Una volta ho pubblicato un romanzo breve che aveva come eroi un gruppo di adolescenti che seguivano le mode freaks e hippies degli anni ’60 e ’70. Va da sé che anche noi ragazzotti di Alfonsine (RA) avevamo le stesse passioni e gli stessi ideali. Un nostro amico evoluto, uno che sapeva l’inglese (caso raro in quegli anni di francese alle superiori), era abbonato al S. Francisco Oracle, una rivista leggendaria dell’underground californiano. Un giorno tradusse una poesia, che ci piacque particolarmente, perché rappresentava perfettamente quelle istanze esistenziali e poetiche, quei sogni. L’ho inserita nel mio romanzetto, e ora la passo qui (MB).
Fate l’amore sotto le stelle
fatelo sotto la luna d’agosto
sotto gli alberi d’autunno
sfarzosi e preoccupati
fate l’amore di giorno, di notte, d’inverno
fatelo sull’erba, nell’acqua, sulla sabbia
fatelo sulle rocce di Dylan Thomas
fate l’amore se siete giovani e veloci
fatelo se siete decrepiti e stridenti
fatelo se siete soli e rabbiosi
e in collera e spaventati e delusi e traditi
fate l’amore se siete grassi e zoppi e ciechi e sordi
fatelo con la prof di matematica
e la moglie e la fidanzata e il postino
e l’amica e la cuoca e il sindaco
e il poeta e il barista e la segretaria
uno, cento, duemila corpi, bocche, orecchie
cazzi, culi, mani, schiene, piedi
fate l’amore in due, in tre, in venti
ammucchiatevi, confondetevi, mangiatevi
il vento è amore, la musica è amore, il colore è amore
la parola è amore, il suono del tamburo è amore
la vita profumerà e tutto passerà
se fate l’amore.

Il verso “fatelo con la prof di matematica” è riferito a quel recente fatto di cronaca? Non è una domanza maliziosa: solo mi chiedevo se l’hai rivista mettendo fatti odierni? Poesia che mi riporta ad un’epoca che non ho vissuto di cui ho tanto sentito parlare dai padri e che ho letto tanto…Chissà davvero come dovevano essere? Oggi ne abbiamo un’eco lontano e vicino allo stesso tempo…
Un caro saluto
Se t’interessa materiale succulento d’epoca dovresti procurarti qualche vecchio numero di Re Nudo. Ci ho lavorato, nel 78. Riviste adesso certe cose mi fanno una tenerezza.
La conosco solo di nome. Vedrò in emeroteca se c’è qualcosa…Grazie!
Luca, è una traduzione di un testo degli anni sessanta, è una coincidenza.
Valter, capisco quando dici che fanno tenerezza, però farebbero tenerezza anche le riflessioni marxiane ai comunisti moderni. E’ storia, e una parte del nostro presente viene da lì.
Io sono nata nei ’70, ma certe cose hanno parlato la mia lingua per molti anni e me le trascino ancora dietro, sebbene sia diventata “grande” per certi (pochi) versi.
I fricchettoni, la gente di strada, fino alla mia generazione almeno sono esistiti, ci hanno creduto, ci credevo anch’io, così come adoravo la comunità degli elfi, che è da ormai trent’anni proprio sulla mia montagna, sul mio Appennino. Poi si cresce e s’impara a distinguere tra chi spende e sacrifica tutto per un sogno e chi semplicemente non ce la fa ad accettare il compromesso dell’amare davvero (che richiede un sacrificio enorme) o dell’adeguarsi ad un mondo dove alla musica di ognuno s’impone il silenzio. Mi vengono le parole così, con tutta la retorica che c’è in chi versi simili a questi (o la canzone di Marinella, o I briganti di D’Angiò), li strimpellava per strada vendendo cappelli di lana.
O dormire tutti insieme alla feste tra i didgeridoo e i jambè, dividersi il riso, abbracciarsi come se fossero secoli che non ci si vede.
Poi la verità è che un terzo di quella gente è morta per overdose o per cirrosi o della sindrome di Peter Pan che fa più male che bene. L’altro terzo ci si ostina, a suo modo e magari invece che vivere in un bosco senza luce, prova ad inventarsi fabbricante di giocattoli nel nord. E gli ultimi ricordano con feroce nostalgia.
Qualcuno sì, dimentica tutto e si adegua.
Resta che il fare l’amore tra gli alberi è bellissimo, magari non d’inverno…
Che le rocce non sono belle solo in Galles ma anche alla Buca delle Fate vicino a Populonia che sembra di sbarcare sulla luna.
Che l’amore libero è illusione poiché subentra sempre, anche se con tutta l’ostinazione della gioventù lo si nega, il possesso – la voglia di essere il centro del mondo per qualcuno – noi soltanto.
A vent’anni, una poesia ingenua ed entusiasta così, l’avrei portata di corsa a qualcuno che non c’è più, insieme al libro delle Fate di Brian Froud.
Ora cose come questa (o ZABRISKIE POINT di Antonioni) mi emozionano ancora (perché per me sono persone), ma con la distanza enorme della tenerezza e delle lacrime.
(Il tamburo è sempre la pulsazione del cuore).
@ Francesca che stupendo commento… tutto un mondo, tutta un’epoca.
@ Mauro. Uno di Alfonsine abbonato al S. Francisco Oracle è paragonabile a un eschimese abbonato a una rivista di safari 🙂 Mirabolante !!! Ho parlato di te con altri… i due Serafini, Massimo e Daniele (visto che Luciano non è più fra noi da un po’)… pare che tu sia, alla tua maniera, una leggenda, seppure questi tutti de Il Manifesto.
@ Valter. Ho tre numeri in archivio di Re Nudo. Ti consiglio un libro uscito nel 2005: “Best off. Il meglio delle riviste letterarie italiane”, Ed Minimum Fax 2005. Racconti e altro scaturiti dall’odierno underground italiano… a mio avviso non paragonabile a quello di allora, ma un qualcosa di dignitoso c’è.
@ Luca. Peccato tu sia molto giovane. Allora un tipo come te sarebbe stato meglio di adesso… conoscendoti ne sono più che sicuro.
nel 70 avevo tre anni, ma i miei cugini, tutti piu’ grandi di me hanno vissuto quell’epoca con il vento che allora spirava.
sono morti
uno, filosofo deluso, chiudendosi in casa per trent’anni, lontano da tutto e da tutti, ne è uscito poco tempo fa in una bara
altri due che hanno “fatto ovunque l’amore” di aids e disperazione
gli altri si sono imborghesiti rinunciando presto alla rivoluzione
forse l’amore è un’altra cosa
elena f.
“fatelo con la prof di matematica
e la moglie e la fidanzata e il postino
e l’amica e la cuoca e il sindaco
e il poeta e il barista e la segretaria”
Sbaglio o sei un fan di Bukowski ?
@Walter
Anch’io ho militato per due anni con quelli… di Re Nudo, avevano una delle basi in via del Gesù…(la cosa fa un pò sorridere…)
Ciao
Marco
mitico Re Nudo – lo leggevo (giù in Sicilia ho la raccolta completa dal 1976 al 1979) – altre letture mi hanno salvato (?)…
@ Francesca: concordo con Gian Ruggero.. bel commento.
Attenzione! Attenzione! RE NUDO esiste ancora. E’ in edicola, in libreria e su internet. Nel numero di gennaio/febbraio Piero Verni ricorda che i blog sono oggi quello che erano negli anni settanta i fogli underground e le radio libere. I tempi sono cambiati. Anche RE NUDO è cambiato. Ma c’è ancora. Leggetelo, se vi pare. Ma che bella bottega del barbiere sono tutti questi blog…La poesia d’amore che abbiamo sotto al naso, per esempio, ha messo in comunicazione Mauro e Gian Ruggero. Uno viene da San Lorenzo, frazione di Lugo, provincia di Ravenna; l’altro viene da Alfonsine, pianeta terra, provincia di Ravenna. Ma che belle queste botteghe del barbiere…Visto che ci sono, adesso ricordo a Gian Ruggero che proprio a San Lorenzo, locale casa del popolo, è nato il primo club underground del Ravennate. Io e Mauro ci andavamo in motorino o con l’autostop. Questi blog mi piacciono proprio e, lasciatemelo dire, sono proprio delle belle botteghe del barbiere. Un mio amico sta facendo degli studi sui barbieri del Ravennate e ha scoperto che, per tutto l’ottocento e novecento, i peggiori sovversivi, i più accaniti perturbatori dell’ordine costituito erano proprio loro. Adesso vado a prendere i Delitti esemplari di Max Aub e li terrorizzo tutti quanti.
Mi sono piaciuti tutti i commenti, però io ripensando a quegli anni non provo sentimenti particolarmente… va a trovare l’aggettivo giusto… insomma, è stato un tempo eroico, con tanti sogni, tante sconfitte, però ha lasciato il segno, e molte intuizioni – la libertà, l’amore per il corpo, e molto altro – avrebbero anche potuto salvare il mondo; e molta sottocultura o controcultura successiva ha lì le radici. Per me è passato, ma non è tutto finito. Il ’68 non è tutto finito; il ’77 non è tutto finito; sconfitte, a volontà, ma chi non è stato sconfitto? Guardiamo il sindacato, era nato e cresciuto come strumento di emancipazione dei lavoratori, ragionava sui modelli di sviluppo, sulle alternative, fuori dai partiti, ora è ridotto a mendicare qualche mese in meno di allungamento dell’età pensionabile… Le sconfitte non sono significative, purchè non si sia sconfitti dentro.
Ricordo che il testo è una traduzione di una poesia di autore anonimo degli anni ’60.
Gian Ruggero, guarda che ad Alfonsine eravamo tostissimi, non era così strano leggere il S. Francisco Oracle. Mi stupisce l’aneddotto di Serafini (Massimo, Daniele non lo ricordo); sono stato ospite a casa sua varie volte a Roma, ma è passato tanto di quel tempo…
Un saluto a tutti i clienti delle botteghe del barbiere.
Re Nudo è stato ucciso dal suo proprietario, che lo ha trasformato in un bollettino parrocchiale degli arancioni di Rajneesh. So che da qualche anno esce di nuovo: ne ho visto un numero.
Cosmetica new age.
concordo con l’ultimo commento di V.B
Bella la poesia; sembra scritta a quattro mani da Bukowski e Patchen. Bella.
Sì.
@ Certo Mauro che ad Alfonsine eravate tosti… e che altro se no?! Chi ha mai detto il contrario? Massimo Serafini l’ho incontrato la settimana scorsa a Ravenna, è venuto per un’iniziativa di Lega Ambiente, anche se poi lui si è ultimamente defilato. Daniele Serafini è suo primo cugino (ha abitato prima ad Anita, poi ad Alfonsine, alle elementari era in classe con ‘Beppe’ Masetti, quindi a Lugo, poi in Veneto, poi è tornato a Lugo… ha giocato, dai 16 anni ai 20, nella Spal e faceva i 100 metri in 11.4) ora lavora come responsabile dell’ Uff.Cultura del Comune di Lugo… leggeremo assieme poesie al Teatro Rossini di Lugo martedì 20 prossimo alle ore 21 accompagnati dal sax di Giorgio Ricci Garotti e da Guido Facchini, compositore e arrangiatore dei Quinto Rigo. Luciano, fratello di Massimo, come penso saprai si è dato la morte qualche anno fa. Con Pasi erano lo zoccolo duro del Manifesto alfonsinese, assieme a loro Guerrini, detto e Mimò, Archi (Amos Calderoni, nipote dell’omonimo Medaglia d’Oro della guerra partigiana), Lucci… e via così. Di te dicono che eri di Lotta Continua, arricciano un po’ il naso, ma ti rispettano.
@ Lorpat. Bottega del barbiere o no, quel che hai detto è vero. Al piano superiore della Casa del Popolo di San Lorenzo di Lugo c’era il primo, in assoluto, Club rock-pop underground della provincia di Ravenna… non rammento più il nome, ma ricordo che sopra il palco dei musicisti era steso una sorta di paracadute che rendeva l’ambiente oltremodo prsichedelico (lo si vedeva da fuori, quando aprivano le finestre per fare le pulizie). Io ero troppo piccolo per poter entrare, gironzolavamo fuori la domenica pomeriggio e ascoltavamo la musica.
🙂 Che storie !
io sto sudiando i provos i beat e tutti i cappelloni italiani…
ho anche fatto il freakketone per un mese,che bello esser nati ricchi!!w i ricchi
con tutti i soldi che ho o che avrò comrerouna comune galleggiante .
w i soldi w l’amore w la sostenibilità e gli happenings